Avrebbe usato ben tre coltelli diversi per assassinare la moglie: prima l’avrebbe ripetutamente colpita con due di quelli usati per tagliare la verdura, poi l’avrebbe finita con un pericoloso coltello a farfalla dal quale non si separava mai. Questo è quanto emerso ieri nel corso dell’incidente probatorio davanti al giudice che ha disposto la perizia psichiatrica per Johannes Beutel, l’austriaco attualmente detenuto in carcere con l’accusa di aver ucciso la consorte Alexandra Riffeser. Un particolare che dimostrerebbe l’assoluta lucidità dell’uomo durante il delitto, e che farebbe cadere la posizione fin qui sostenuta dalla difesa, che ha sempre affermato che l’imputato non ricorda nulla perchè vittima, nei momenti efferati del fatto, di una sorte di black out mentale causato da un furibondo litigio con la moglie. Nel corso dell’udienza di ieri i periti sono invece giunti alla conclusione che Beutel fosse perfettamente in grado di intendere e di volere anche nelle fasi dell’accoltellamento. Sempre secondo gli esperti, l’imputato sarebbe un uomo di grande intelligenza che avrebbe provato anche a manipolare i test psicologici effettuati durante la perizia, allo scopo di farsi considerare seminfermo mentale.[at]
DELITTO RIFFESER: IL MARITO LA UCCISE CON TRE COLTELLI DIVERSI

22 Giugno 2019
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