UPIPA, NUOVI MODELLI ORGANIZZATIVI PER LA FORMAZIONE DEGLI OSS

Il bilancio chiude in positivo e viene votato all’unanimità

L’assemblea di Upipa ha approvato il bilancio chiuso con un utile di 50 mila euro. Come noto, l’obiettivo di Upipa è quello del pareggio contabile, ma un dato col segno “più” è motivo di serenità e dà la possibilità di creare un piccolo accantonamento. Tra i temi di discussione, qualche prima positiva considerazione sull’ufficio che, in Apac, si occupa degli appalti delle Case di riposo, partito da alcuni mesi. Per un bilancio vero si attenderà però un anno, quando è prevista la conclusione della fase sperimentale. Altro tema importante il nuovo investimento, deciso dalla Giunta provinciale proprio stamane, sul “conto termico” che consente di investire per il miglioramento strutturale ed energetico delle Case di riposo. Il tema più importante è però quello di cui si è fatto portavoce l’assessore provinciale alle politiche per l’integrazione socio sanitaria, Mario Tonina, intervenuto in assemblea. In sostanza, si sta lavorando alla diversificazione di modelli organizzativi – nelle diverse sedi formative – per agevolare la frequenza dei corsi Oss da parte di chi già lavora in Rsa come ausiliario, riducendo anche le ore di tirocinio e offrendo un incentivo economico per chi si iscrive. Si tratta di un tema portato avanti da molto tempo da Upipa e che, evidentemente, la Provincia ha colto. A essere attratti da questa professione sono spesso persone di età compresa tra i 35 e i 50 anni, che magari lavorano già nel mondo socio assistenziale o che vogliono rilanciare la propria carriera. Ad accomunarli c’è frequentemente l’impossibilità di rinunciare al reddito nei mesi dello studio. Tra i primi interessati ci sono dunque, certamente, i circa 400 ausiliari che, già operativi nelle Apsp, finora dovevano o rinunciare ai corsi, o licenziarsi per frequentare. Chiaramente, l’opportunità può essere altrettanto allettante per i giovani alla prima occupazione, ma anche per persone provenienti da percorsi professionali completamente diversi. L’idea di affiancare la teoria alla pratica accanto a colleghi esperti, del resto, promette di essere anche particolarmente qualificante. Lo sforzo organizzativo è quello di rendere compatibili studio e lavoro, in modo che non si escludano a vicenda e non si debba rinunciare al reddito per studiare. Il tempo di formazione viene quindi meglio integrato con l’attività lavorativa, che in parte viene valorizzata come tirocinio. A dicembre, Upipa aveva fatto il punto sulle difficoltà di reclutare Oss. In quella sede si era ricordato il fatto che circa 300 posti nelle Apsp vengono coperti dai circa 400 ausiliari presenti sul territorio che, di volta in volta, integrano gli organici. Si era anche evidenziato il fatto che, nel prossimo quinquennio, sono attesi 321 pensionamenti. Gli Oss al lavoro nelle Apsp trentine sono 2.250 e il 50% ha più di 50 anni. Al momento, dalle scuole di formazione non esce un numero sufficiente di Oss. Il dato medio è di 160 / 180 l’anno e, ad attingere a tale bacino, sono Apsp, Asuit, sanità privata e servizi domiciliari.

15 Maggio 2026


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