In Alto Adige è ormai pronta una norma di attuazione dello statuto di autonomia in materia di toponomastica e che prevede la cancellazione di buona parte dei toponimi italiani di montagna. In sostanza la norma di attuazione andrà a scardinare il principio della bilinguità sancita dallo statuto di autonomia secondo una interpretazione politica da tempo promossa dalla Volkspartei secondo la quale bilinguismo non significa necessariamente che per una località o cima di montagna debbano essere previsti due nomi. Oggi alcuni quotidiani nazionali riportano la notizia rivelando alcuni aspetti politici inediti riguardo ad un presunto accordo tra governo e Volkspartei. il “Tempo” di Roma titola a tutta pagina: “la lingua italiana svenduta per un sì” rilevando un accordo segreto tra Svp e Renzi per ottenere un impegno del partito sudtirolese per il sì al prossimo referendum costituzionale. In cambio il governo darebbe il via libera alla norma in questione. L’esistenza di un accordo sotto banco è rivelato anche dal “Fatto quotidiano” che in prima pagina parla di compravendita. “In Sudtirolo aboliti i nomi italiani, così i tedeschi voteranno sì”. è il titolo. Intanto proprio a Roma alcuni giornalisti e intellettuali si stanno mobilitando per lanciare appelli contro questo progetto alle massime istituzioni, tra cui il capo dello Stato.
Ascolta l’intervista al giornalista romano Federico Guiglia



