La pandemia ha acuito i soprusi in casa a danno delle donne, ma denunce e ammonimenti sono diminuiti del 30% rispetto al 2019 a seguito del forzato isolamento, che ha reso più difficili i contatti con le forze dell’ordine. Viceversa le richieste di aiuto ai servizi sociali sono lievemente aumentate. E’ quanto emerso in occasione del rinnovo del Protocollo fra Provincia, Commissariato, Procure di Trento e Rovereto, azienda sanitaria e Università. Nel 2020 sono stati 475 i procedimenti che hanno coinvolto donne vittime di violenza, oltre un caso su due ha riguardato maltrattamenti fisici, subito dietro i soprusi psicologici, 37 gli abusi sessuali, in espansione i casi di violenza economica. Nel 39,4% dei casi l’aggressore è il partner e nel 24% dei casi l’ex, purtroppo i casi sommersi sono ancora molti.
Le donne accolte nei servizi residenziali nel 2020 sono state 109, 340 coloro che si sono rivolte ai servizi non residenziali. In crescita le donne italiane, 15 gli uomini maltrattanti che lo scorso anno hanno frequentato i percorsi di recupero. Il fenomeno della violenza di genere è ancora pesantemente di tipo culturale, ecco perchè, secondo la prorettrice Barbara Poggio, era necessario mantenere i corsi di educazione in classe, sospesi e poi rimodulati dalla provincia. [fm]
VIOLENZA DONNE: DENUNCE IN CALO, AUMENTANO LE RICHIESTE DI AIUTO

24 Novembre 2021
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