La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento informa che, al termine di una complessa attività investigativa durata circa un anno, è stata avanzata al gup, Marco Tamburrino, la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 66 persone, ritenute, a vario titolo, coinvolte in un articolato sistema illecito avente ad oggetto l’indebita percezione di contributi pubblici, la falsa attestazione di attività connesse ai procedimenti di Lavoro di pubblica utilità (L.P.U.) e di Messa alla prova (M.A.P.), nonché condotte di natura corruttiva. Nell’ambito del procedimento sono stati disposti sequestri preventivi di somme di denaro e beni nella disponibilità degli imputati, fino a concorrenza del valore del danno cagionato, quantificato complessivamente in euro 350.000. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trento è stata condotta dalla Sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri presso la Procura di Trento con il supporto del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza Sezione verifiche complesse e del Reparto operativo – Nucleo investigativo dei carabinieri di Trento. L’attività investigativa che ha coinvolto le società ha consentito di delineare l’esistenza di un’associazione finalizzata alla realizzazione di una pluralità di condotte illecite, consistenti principalmente nell’ottenimento di contributi pubblici attraverso la predisposizione e l’utilizzo di documentazione ritenuta artificiosa o non corrispondente al vero, nonché nella creazione di presupposti idonei a consentire l’accesso a finanziamenti e agevolazioni economiche erogati dalla Provincia autonoma di Trento in favore di società allo scopo create e anche intestate a soggetti prestanome, facendole associare al Centro di Assistenza Tecnica C.A.T. – Confapi del Trentino e alla società denominata IHS che di fatto – comunica ancora la Procura – controlla l’Associazione “A Chiese Aperte”, convenzionata con i Tribunali di Trento, Rovereto, Padova, Milano Monza e Venezia.
Le contestazioni mosse agli imputati comprendono, tra le altre, le ipotesi di reato di associazione per delinquere, truffa e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, false dichiarazioni o attestazioni all’autorità giudiziaria, corruzione propria e corruzione del privato corruttore, nonché violazioni del decreto 74/2000 che disciplina i reati tributari relativi alle imposte sui redditi e sul valore aggiunto ,oltre alle relative aggravanti contestate nei singoli episodi. Le indagini hanno riguardato un sistema di falsa certificazione dell’esecuzione di programmi di Lavori di pubblica utilità e di Messa alla prova, istituti previsti dall’ordinamento penale che consentono l’accesso a benefici e misure alternative. In particolare, sono state redatte e trasmesse all’autorità giudiziaria false attestazioni relative all’effettivo svolgimento delle attività previste dai programmi di trattamento, consentendo così agli imputati di ottenere benefici processuali e sanzionatori. Riguardo al profilo economico dell’indagine, è stato quantificato un danno pari a circa 350.000 euro, corrispondente a contributi pubblici già erogati e successivamente ritenuti indebiti. L’attività investigativa ha inoltre consentito di interrompere l’iter di pagamento di ulteriori 445.000 euro di contributi già concessi, evitando un ulteriore aggravio per le finanze pubbliche. L’ente pubblico individuato quale principale soggetto danneggiato è la Provincia autonoma di Trento. In relazione ai profili di responsabilità amministrativo-contabile emersi nel corso delle indagini, la Procura Regionale della Corte dei Conti di Trento ha richiesto la trasmissione degli atti per le valutazioni di propria competenza, in ordine alla sussistenza del danno erariale. Si è costituita parte civile la provincia Autonoma di Trento per il tramite dell’Avvocatura della Provincia. Per tutti gli imputati vige la presunzione di innocenza fino a quando la colpevolezza non sarà accertata con sentenza irrevocabile di condanna. La prima udienza preliminare si è svolta in data odierna con la costituzione delle parti e con rinvio al prossimo 19 novembre 2026 per la valutazione da parte del gup di alcune eccezioni avanzate dalle difese.
TRUFFA SU CONTRIBUTI E MESSA ALLA PROVA, CHIESTO RINVIO A GIUDIZIO PER 66 PERSONE
Si è costituita parte civile la provincia Autonoma di Trento

Foto: Ansa
17 Giugno 2026
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