SOCIOLOGIA OCCUPATA A TRENTO, ‘BASTA COLLABORAZIONE CON ISRAELE’

"Creare accordi con le università palestinesi"

Foto: Ansa

Gli studenti universitari hanno occupato la facoltà di Sociologia dell’Università di Trento per manifestare solidarietà alla popolazione palestinese. “Come comunità accademica solidale alla popolazione palestinese stiamo occupando il Dipartimento di Sociologia per bloccare una quotidianità che nel suo scorrere regolare si rende complice del genocidio in corso in Palestina. Se la nostra normalità si fonda su violenza e complicità, sentiamo la necessità e ci prendiamo la responsabilità di bloccarla e costruire un’alternativa”, si legge in un comunicato diffuso dagli studenti.
Ancora una volta al centro della protesta c’è soprattutto l’ateneo trentino, il quale, accusano gli studenti, “continua ad avere accordi e collaborazioni attive con gli atenei israeliani nei quali si produce un sapere che legittima e supporta concretamente il genocidio”. Secondo gli studenti, l’Università di Trento “porta avanti campagne di facciata come quella dei ’50mila sudari per Gaza’ ma dall’altra stringe accordi con gli assassini del popolo palestinese”. Per questo, si chiede “una radicale ed effettiva condanna nei confronti di Israele ed un concreto supporto alla comunità palestinese”. In vista del Senato Accademico del 22 ottobre, gli studenti chiedono non solo di sospendere gli accordi con università e aziende israeliane, ma anche di creare accordi con le università palestinesi “per sostenere attivamente accademici e studenti provenienti da Gaza”.
Sull’occupazione è intervenuto con una nota il parlamentare e coordinatore regionale di FdI, Alessandro Urzì: “Si sentivano orfani della guerra e oggi trovano il pretesto di protestare contro la pace. Provocatori di professione a cui le autorità universitarie hanno il dovere di reagire con gli strumenti che sono loro propri. Girarsi dall’altra significherebbe esserne complici. È alle autorità universitarie, al rettorato, che spetta il compito di richiedere l’intervento della forza pubblica di polizia e carabinieri per salvaguardare diritti costituzionali della parte sana di questo paese”.

20 Ottobre 2025


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