“L’intelligenza artificiale cambierà radicalmente la medicina nei prossimi anni. Per noi però è chiaro: l’IA non sostituisce i medici o il personale sanitario, ma è uno strumento che può aiutare a lavorare in modo più efficiente e ad aumentare ulteriormente la qualità dell’assistenza”. Lo ha detto l’assessore provinciale alla sanità, Hubert Messner, presentando i risultati di uno studio ideato dall’Istituto di medicina generale e Public health di Bolzano e condotto dall’Astat.
L’indagine ha tracciato un quadro differenziato dell’accettazione dell’IA nell’assistenza sanitaria. I risultati hanno dimostrato che la popolazione altoatesina è fondamentalmente aperta all’uso dell’IA, purché ne sia riconoscibile un beneficio personale. Il 47% degli intervistati e delle intervistate è favorevole all’uso dell’IA a supporto della propria assistenza sanitaria, il 49% ritiene che l’IA nell’assistenza ai pazienti e alle pazienti possa migliorare la salute della popolazione e il 75% ritiene utile l’uso dell’IA nella pianificazione e nell’organizzazione degli appuntamenti medici.
Vi sono, però, anche ambiti in cui l’impiego viene visto con occhio critico. “Le riserve sono motivate dal timore che l’uomo mantenga troppo poco controllo a causa dell’uso dell’IA (45%), motivo per cui permane anche un certo scetticismo nei confronti degli operatori sanitari che utilizzano l’IA (32%)”, ha spiegato Dietmar Ausserhofer, responsabile dello studio e ricercatore presso l’Istituto di medicina generale e Public health di Bolzano. Laddove per la popolazione è importante il contatto diretto con gli specialisti, ad esempio per l’informazione, la consulenza, il trattamento e le decisioni in caso di emergenze mediche, l’IA è meno accettata.
“All’interno dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige abbiamo istituito un centro di competenza per l’IA – ha riferito Messner – che valuta i possibili campi di applicazione e decide quali applicazioni siano concretamente sensate e utilizzabili in modo responsabile”.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E SANITÀ, INDAGINE TRA I PAZIENTI ALTOATESINI
Quasi uno su due favorevole

27 Aprile 2026
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