Ianeselli su Cpr, poche ragioni per dirsi orgogliosi dell’autonomia “Noi ci raccontiamo sempre della nostra autonomia speciale. Autonomia speciale significa che facciamo delle politiche innovative. Se quello che ci limitiamo a fare è pagare il Cpr perché ce lo chiede il ministro dell’Interno, e siamo peggio delle altre Regioni nel sistema dell’integrazione, io credo che ci sono poche ragioni per dirsi orgogliosi dell’autonomia speciale”. Lo ha detto il sindaco di Trento Franco Ianeselli a margine della conferenza stampa post Giunta, parlando dell’accordo firmato venerdì per la creazione di un Cpr a Trento. Accordo che prevede anche di dimezzare i posti per l’accoglienza di richiedenti protezione internazionale.
“Dimezzare i posti dell’accoglienza non significa che avremo la metà dei richiedenti asilo. Significa che ci saranno metà posti e probabilmente il raddoppio dei senzatetto in città. Il Comune, se non lo fa la Provincia, inizia e continua a lavorare per l’integrazione di queste persone. Perché se non si fa questo noi l’insicurezza in città la aumentiamo notevolmente”, ha aggiunto Ianeselli. “Credo – ha concluso il sindaco di Trento – che servano dei centri di trattenimento per irregolari che delinquono e sono pericolosi. Ma i Cpr non sono la soluzione. Perché se noi diciamo Cpr e poi distruggiamo ancora l’accoglienza, di Cpr ne serviranno un’infinità, ma è quello che vogliamo? Dobbiamo offrire servizi a queste persone, dobbiamo lavorare per il loro inserimento. E questo fa una comunità degna”.
Che con il dimezzamento dei posti destinati all’accoglienza aumenterà la gente in strada, ha aggiunto l’assessora alle Politiche sociali Giulia Casonato, “è un dato di fatto: l’abbiamo visto nel 2018, quando il dimezzamento dei posti per l’accoglienza ha portato più persone a rimanere in strada più a lungo. E lo vedremo anche se ci sarà effettivamente un ulteriore dimezzamento dei posti per l’accoglienza”. Casonato ha sottolineato anche che “la scelta del Cpr è una scelta che è stata presa dalla Provincia e dal Governo, e su cui non è stato chiesto un parere del Comune: su questo non c’è stata un’interlocuzione diretta dell’amministrazione comunale”.
IANESELLI: CPR, POCHE RAGIONI PER DIRSI ORGOGLIOSI DELL’AUTONOMIA
Casonato: "Non è stato chiesto parere del Comune"

27 Ottobre 2025
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