ROMA (ITALPRESS) – “La stretta che il governo sta imponendo per la seconda volta all’Horeca (bar, ristoranti e così via) è ancora più dolorosa della precedente: colpisce un settore portante che stava entrando a fatica nella fase della convalescenza dopo la stangata subita. E’ una misura al di sopra di quanto il settore può sostenere e che può rivelarsi letale. Stavolta, perciò, niente pannicelli caldi o misure insufficienti: per difendere il settore c’è bisogno di contributi importanti volti a proteggere i ristoratori e le loro attività”. Lo dice il presidente di Federalimentare Ivano Vacondio in merito al nuovo DPCM, in relazione alla chiusura delle attività dedicate alla ristorazione alle 18.
“Si sta chiedendo a questo settore un grande sacrificio per salvaguardare la salute di tutti, ma un impegno del genere ha bisogno di rassicurazioni che siano realmente compensative” afferma Vacondio, che aggiunge: “Per intenderci: gli aiuti inseriti nel dl agosto che prevedevano 600 milioni a fondo perduto erano già inadeguati prima, ora sarebbero un vero e proprio schiaffo. Ci vuole un ordine di grandezza tutto diverso: sappiamo la situazione della finanza pubblica, ma uno zero in più a quella cifra sarebbe auspicabile. Il rischio, altrimenti, è quello di dover fare i conti con l’impossibilità, da parte del settore, di riuscire a ripartire, con una contestuale penalizzazione per il rilancio complessivo del Paese”.
(ITALPRESS).
CORONAVIRUS, FEDERALIMENTARE “STAVOLTA NON VOGLIAMO PANNICELLI CALDI”

Foto: Italpress ©
26 Ottobre 2020
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