Il giudice dell’udienza preliminare di Bolzano ha disposto l’archiviazione per un foggiano accusato di truffa ai danni di una bolzanina di 63 anni. Nel 2022, la donna aveva ricevuto una telefonata da parte di persone che si erano finte dipendenti della banca presso la quale aveva il conto corrente, segnalando presunti movimenti sospetti fatti con la sua carta di credito ricaricabile, e chiedendo conferma del relativo numero. A quel punto, le avevano suggerito di trasferire l’importo caricato su un conto corrente del quale le avevano fornito l’Iban, assicurandole che le sarebbe stato riaccreditato sul conto. Ma i soldi, 3 mila euro, sono spariti. Nel corso delle indagini, si è scoperto che l’Iban risultava intestato al foggiano, per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio. Nell’udienza davanti al gup, però, è emerso che anche lui, come la bolzanina, è stato truffato. Con un copione analogo: una telefonata da presunti dipendenti della banca che segnalavano movimenti sospetti sul conto corrente, del quale si sono fatti dare le credenziali per accedere tramite home banking. A quel punto, si sono appropriati dell’Iban sul quale sono iniziati a comparire diversi versamenti di denaro (poi prelevato). Ad accorgersene è stata la moglie dell’uomo che ha notato di non riuscire più a fare alcuna operazione tramite il suo conto corrente.
BOLZANINA TRUFFATA, MA ANCHE L’IMPUTATO È UNA VITTIMA
Il gup dispone l'archiviazione, i truffatori restano ignoti

11 Settembre 2023
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