Rispetto allo scorso autunno, sono migliorati i giudizi delle imprese altoatesine sulla redditività conseguita nel 2025, che ora viene valutata soddisfacente da oltre nove aziende su dieci. Lo scoppio della guerra in Iran e le sue ripercussioni sui prezzi energetici gettano però ombre di incertezza sui prossimi mesi. Lo rileva l’Ire, l’Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano, nell’edizione primaverile del Barometro dell’economia, che stima un aumento del Pil altoatesino dell’1,1 per cento nel 2025. Nel 2026 la crescita potrebbe attestarsi tra lo 0,5 e lo 0,9 per cento, a seconda della durata e dell’evoluzione del conflitto in Medio Oriente.
La dinamica congiunturale in Alto Adige ha leggermente accelerato nell’ultima parte dello scorso anno. Conseguentemente sono migliorate le valutazioni delle imprese sulla redditività raggiunta nel 2025, ora considerata soddisfacente nel 92 per cento dei casi. Lo scorso esercizio si è caratterizzato per una crescita dei fatturati su tutti i mercati, soprattutto per le imprese di maggiori dimensioni. L’aumento del giro d’affari è stato particolarmente significativo per le cooperative agricole e gli operatori del commercio all’ingrosso e dei servizi, ma anche i trasporti, il turismo, il commercio al dettaglio e la manifattura mostrano un chiaro segno positivo.
Sulle attese per il 2026 pesa l’aggravamento della situazione in Medio Oriente, che ha già causato forti rialzi del prezzo dei carburanti e dell’energia. Secondo le imprese, nei prossimi mesi i fatturati dovrebbero ancora aumentare, ma ciò sarà dovuto anche agli aumenti dei prezzi di vendita necessari a coprire l’incremento dei costi.
Le prospettive di redditività rimangono positive, ma evidenziano un calo rispetto allo scorso anno: il corrispondente indice Ire del clima di fiducia delle imprese scende infatti da +28 punti per il 2025 a +20 punti per il 2026.
“Il crescente numero di conflitti globali alimenta l’incertezza economica e contribuisce a una maggiore volatilità – commenta il presidente della Camera di commercio, Michl Ebner – Per questo è ancora più importante mantenere la flessibilità e reagire prontamente ai nuovi sviluppi. In questa fase la politica e l’economia devono fare tutto il possibile per garantire stabilità, proteggere gli investimenti ed evitare una recessione”
IRE, ‘BENE IL 2025 MA ORA PREOCCUPA L’AUMENTO DEL PREZZO DELL’ENERGIA’
Nel 2026 prevista una stagnazione degli investimenti

18 Marzo 2026
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