Nel primo semestre del 2026 l’espansione dell’attività economica in provincia di Trento è proseguita in misura contenuta. Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d’Italia, la crescita del prodotto in termini reali sarebbe stata dello 0,7% rispetto al primo semestre del 2025 (1,0% in provincia di Bolzano e 0,9% in Italia). Alla crescita hanno contribuito i consumi, sostenuti dall’aumento delle presenze turistiche e dal lieve incremento del reddito delle famiglie, e gli investimenti pubblici. Sul quadro congiunturale hanno tuttavia continuato a gravare la flessione delle esportazioni e la debole dinamica dell’accumulazione di capitale privato.
Nel corso del 2026 l’attività industriale ha mostrato lievi segnali di miglioramento. Tale dinamica trova conferma nei dati dell’indagine Sondtel della Banca d’Italia relativa ai primi tre trimestri dell’anno, che segnalano una ripresa dei fatturati delle imprese industriali trentine rispetto al 2025 (per quelle altoatesine è proseguita la dinamica positiva). Secondo i dati della Camera di commercio locale, in Trentino il comparto manifatturiero ha evidenziato un aumento dei ricavi pari allo 0,7% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente (in Alto Adige le attese sui ricavi per l’esercizio in corso sono orientate alla stabilità o alla crescita per più dell’80 per cento delle aziende manifatturiere). Nel primo semestre dell’anno le esportazioni, al netto della variazione dei prezzi, si sono ridotte dell’1,4% in entrambe le province, rispetto allo stesso periodo del 2025; in termini nominali sono diminuite dell’1,0% in Trentino (sono rimaste invariate in Alto Adige e sono aumentate del 4,5% in Italia).
È proseguito l’aumento delle quotazioni degli immobili a uso residenziale (4,2%) su ritmi analoghi alla media del Paese (4,6%; 7,8% in Alto Adige). Nel terziario è proseguita la crescita dei ricavi, più sostenuta nei trasporti, nel commercio all’ingrosso e nei servizi alle imprese (in Alto Adige le indicazioni più favorevoli riguardano i servizi di alloggio e ristorazione e gli impianti di risalita). Nel primo semestre dell’anno, le presenze turistiche sono aumentate del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2025 (3,7% in Alto Adige). La crescita ha riguardato in misura analoga i turisti italiani e quelli stranieri.
La contrazione dei prestiti al settore produttivo si è attenuata (-0,9% a giugno 2026, dal -2,3% di dicembre 2025; +3,0% in Alto Adige): alla flessione dei finanziamenti nella manifattura e nelle costruzioni si è contrapposta la crescita di quelli destinati ai servizi. I prestiti alle aziende medio-grandi sono rimasti pressoché stabili, mentre è proseguito il calo di quelli alle imprese di minore dimensione. Il costo del credito è lievemente aumentato: il tasso medio sui finanziamenti destinati a esigenze di liquidità si è portato al 4,7% (4,6% in Alto Adige; 5,0% in Italia), quello sui nuovi prestiti per investimenti si è attestato al 4,0% (4,1% in Alto Adige; 4,4% in Italia).
L’occupazione è diminuita. Nella media del primo semestre del 2026, il numero di occupati residenti in provincia di Trento si è ridotto dello 0,9%, dopo tre anni di crescita ininterrotta, a fronte di una sostanziale stabilità in provincia di Bolzano. La flessione ha riguardato i lavoratori indipendenti, mentre l’occupazione dipendente è rimasta invariata. Al calo dell’occupazione si è associato un aumento delle persone in cerca di lavoro e del tasso di disoccupazione, salito al 2,4% (1,5% in Alto Adige e 5,6% in Italia). Secondo nostre elaborazioni, il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto dello 0,8% in termini reali, come in Alto Adige (0,7% in Italia), sebbene la dinamica sia stata frenata dal rialzo dell’inflazione, soprattutto nel secondo trimestre dell’anno. La spesa delle famiglie a valori costanti è aumentata dello 0,5% (0,7% in provincia di Bolzano e 1,1% in Italia). La crescita dei prestiti alle famiglie da banche e società finanziarie si è intensificata (+3,0% a giugno 2026 da +2,1% di fine 2025; +2,0% in provincia di Bolzano). Il credito al consumo ha continuato ad espandersi del 5,5% (4,2% in Alto Adige); i mutui per l’acquisto di abitazioni, che rappresentano la principale forma di indebitamento delle famiglie, sono cresciuti del 3,2% (da +2,4%; 2,5% in Alto Adige).
Il costo medio dei nuovi mutui è aumentato lievemente (pressoché invariato in Alto Adige). Il mercato del credito. – Nel primo semestre del 2026 i prestiti bancari al settore privato non finanziario trentino hanno mostrato un lieve recupero (0,5% da -0,6% di fine 2025; +2,6% da +2,5% in Alto Adige). Alla riduzione dei prestiti delle banche locali, che alla fine di giugno detenevano circa il 56% dei prestiti al settore privato non finanziario, si è accompagnato il moderato incremento dei finanziamenti degli intermediari con sede fuori regione.
La qualità del credito si è mantenuta elevata: il flusso di nuovi prestiti deteriorati in rapporto a quelli in bonis è rimasto invariato allo 0,8% (0,7% in Alto Adige) mentre l’incidenza dei prestiti deteriorati sul totale dei finanziamenti è scesa al 2,1% dal 2,4% di fine 2025 (2,6% in Alto Adige; 2,5% nella media nazionale).
BANCA D’ITALIA, TRENTO CRESCE DI MENO RISPETTO A BOLZANO
Dati semestrali

Foto: Italpress ©
6 Novembre 2026
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BANCA D’ITALIA, TRENTO CRESCE DI MENO RISPETTO A BOLZANO
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