Sicurezza

AL CARCERE DI TRENTO IL 57% DI DETENUTI IN PIU’

Garante: mancano 40 agenti

Nel carcere di Trento ci sono 377 persone quando il numero pattuito sarebbe di 240, il 57% in più. “È stato violato il patto Provincia-Stato, e ritengo che così non si possa andare avanti”. Lo ha detto il garante dei diritti dei detenuti Giovanni Maria Pavarin parlando con la stampa al termine della visita alla casa circondariale di Trento, in occasione della manifestazione indetta dalla Conferenza nazionale dei Garanti territoriali “per sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare la politica nel suo complesso, e non soltanto il Governo, a mettere in campo soluzioni immediate e concrete alle accorate parole inequivocabili del presidente della Repubblica sul tema delle carceri”.
“Se oltre ad incrementare le pene, aumento i reati, non creo valvole di sfogo; creo la premessa perché ci sia più gente che entra rispetto a quella che esce. È matematico che si aumenterà il numero dei detenuti. Senza contare il fatto che anche se domani facessi 100.000 posti in più, nel giro di qualche mese quei posti si riempirebbero, perché la legge universale dice che più posti ci sono in carcere, più il carcere è affollato” aggiunge Pavarin.
In concreto a Trento “bisogna aumentare il numero di agenti: ne mancano 40”. E “grazie al cielo – ha ricordato – ci sono pochi tentati suicidi e relativamente pochi atti di eteroaggressività. Però non è che sia l’Eden questo. È una piccola zona di conforto rispetto al panorama della detenzione generale in Italia, che però è suscettibile di migliorare da mille punti di vista: dal vitto al lavoro, passando per il numero delle misure alternative e per le richieste. Molti stanno in carcere senza neanche sapere che possono chiedere qualcosa, perché il livello di cultura e aggiornamento è molto scarso, soprattutto tra gli extracomunitari, che a Trento sono più del 50%: una cosa che la contraddistingue rispetto al resto d’Italia, dove sono un terzo”. Rispetto al piano carceri presentato dal Governo, Pavarin ha detto che, trattandosi di “un disegno di legge subordinato alla calendarizzazione dell’istituzione di una commissione che dovrà essere istituita tra quattro mesi”, è “praticamente un rinvio ad un domani che forse non verrà mai” e significa “creare un’illusione”.

30 Luglio 2025


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