ALLARME MENINGITE PER I RAGAZZI ALTOATESINI RIENTRATI DA CRACOVIA

Allarme meningite per i ragazzi altoatesini rientrati da Cracovia. Si tratta di 120 giovani rientrati la scorsa notte dopo aver partecipato alla Giornata mondiale della gioventù in Polonia. In 98, compreso il vescovo Ivo Muser, sono stati sottoposti a una profilassi d’urgenza contro il rischio meningite. A fare scattare l’allarme è stata la morte di una ragazza italiana diciannovenne avvenuta a Vienna ieri.
Gli altoatesini, arrivati a Bolzano in pullman dopo la mezzanotte, sono stati portati all’Ospedale San Maurizio, dove nel piazzale del padiglione W era stata allestita una tenda esterna. I 98 sottoposti a profilassi d’urgenza sono stati ospiti a Cracovia della casa alloggio dove dormiva anche la ragazza deceduta.

Sulla vicenda, l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige tiene a sottolineare che “in nessun momento vi è stato pericolo di infezione”, come anche confermato dal responsabile del Servizio 118, primario Manfred Brandstätter, e dal primario del Servizio infettivologico, Peter Mian. “Era soprattutto un’iniziativa precauzionale”, ribadisce Mian. 98 persone (inclusi gli accompagnatori) sono state visitate e sono loro state somministrate delle monodosi di antibiotico. “Nessun partecipante ha presentato sintomi o presunto contagio”, chiarisce il primario, e “per questo motivo non è assolutamente indicato fare dell’allarmismo”.

L’iniziativa è stata necessaria a causa del decesso di una partecipante italiana per meningite. Su indicazione dell’ospedale di Vienna, dove era stata ricoverata la ragazza, è stato consigliato di controllare tutti coloro che hanno avuto accesso alla “Casa Italia” durante la manifestazione a Cracovia. Come informa Brandstätter, i due pullman e un pulmino con i partecipanti dell’Alto Adige sono stati indirizzati al parcheggio dell’ospedale di Bolzano (tratto W), dove sono state allestite due maxi tende triage di emergenza per poter visitare e trattare tempestivamente i pazienti.

“Il lavoro compiuto in modo interdisciplinare dalle forze dell’ordine e dai diversi profili professionali ha funzionato perfettamente. Si è agito – aggiunge – con immediatezza ed in modo professionale, già alle ore 02:30 i giovani hanno potuto riabbracciare i propri familiari”. Erano coinvolti il Servizio 118, il Servizio di medicina di base, l’Infettivologia presso l’ospedale di Bolzano, il Servizio farmaceutico, la Croce bianca e rossa come i Vigili del fuoco e le forze dell’ordine.

2 Agosto 2016


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