CHIERCHIA (CISL FP) “PER LA SANITà PRIVATA PARITà DI TRATTAMENTO CON IL PUBBLICO”

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ROMA (ITALPRESS) – La sanità privata chiede parità di trattamento con il settore pubblico per adeguare i contratti scaduti da tempo, recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e garantire un servizio migliore ai cittadini. “Parliamo di otto anni senza contratto per i dipendenti della sanità privata e 14 anni per quelli delle RSA. Si definisce sanità privata ma nella sostanza non lo è, perchè è un servizio pubblico rivolto ai cittadini che integra a tutti gli effetti, ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione, quanto fornito direttamente dallo Stato . E’ inaccettabile che, a parità di lavoro, non corrispondano lo stesso salario e gli stessi diritti”, sottolinea Roberto Chierchia, segretario generale della Cisl Funzione Pubblica, in un’intervista alla Italpress. “Non solo: la questione più inaccettabile è che il comparto non è affatto in crisi . I dati di settore ci dicono che nel periodo dal 2019 al 2023 il fatturato netto complessivo ha raggiunto i 12,02 miliardi, con una crescita del 15,5%. Il margine operativo lordo è salito a oltre 1,1 miliardi. Aspettare ulteriori finanziamenti pubblici per rinnovare i contratti, senza esercitare il rischio d’impresa, per noi è inammissibile. Delle grandi responsabilità istituzionali, lo diciamo chiaramente, le hanno anche il ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni”, aggiunge.
“In un comparto alimentato dal finanziamento pubblico, non introdurre una regola che imponga a chi fa impresa di riconoscere ai propri dipendenti lo stesso diritto e lo stesso salario del settore pubblico è semplicemente inaccettabile . E’ necessario che il sistema di accreditamento istituzionale diventi il vincolo per garantire che i rinnovi dei contratti avvengano alle stesse vigenze della sanità pubblica”, sottolinea Chierchia.
Inoltre, il mancato rinnovo contrattuale “mette in discussione la qualità del servizio, perchè se non si dà valore al lavoro c’è il rischio che l’assistenza non sia adeguata; questa è una delle principali accuse che rivolgiamo alle istituzioni, che su questo devono intervenire”, insiste. “La richiesta principale è che i contratti vengano rinnovati puntualmente rispettando le vigenze .
Oggi un collega che lavora nel pubblico ha uno stipendio che, nel caso degli infermieri, può superare quello del privato di circa 500 euro lordi mensili: un divario insostenibile. Introdurre la regola per cui il rinnovo dei contratti debba avvenire alle vigenze contrattuali del pubblico è ciò che chiediamo a Governo e Regioni: per chi si accredita c’è bisogno che si rispetti questo principio, pena la fine dell’accreditamento”, spiega il segretario generale della Cisl Fp.
“Il 22 aprile si aprirà il tavolo per il rinnovo della sanità pubblica con vigenza 2025-2027. Senza interventi, il nuovo contratto allargherà ancora di più il divario economico tra dipendenti della sanità privata e pubblica. Siamo convinti che la continuità della contrattazione sia fondamentale per tutelare il potere d’acquisto, un principio che nella sanità privata manca e che non può più rimanere al palo”. Secondo Chierchia “è il servizio pubblico quello che va difeso. Non è importante tramite chi venga erogato, ma va chiarito che chi vuole stare in questo perimetro deve sottostare alle stesse regole. Il valore che si dà al lavoro è determinante anche per la qualità dei servizi: per noi questa è una questione imprescindibile”.
Infine, quanto alle prossime iniziative, il leader sindacale chiosa: “Abbiamo scritto a tutti i gruppi parlamentari e stiamo ricevendo le prime convocazioni . Già nei prossimi giorni ci saranno le prime audizioni dove spiegheremo bene la questione, che non nasce oggi, perchè se un contratto manca da 14 anni significa che il tema non è stato affrontato correttamente per oltre un decennio . Chi vuole accreditarsi con il sistema sanitario pubblico deve garantire ai propri dipendenti un rinnovo alle stesse vigenze della sanità pubblica . E’ una ricetta semplice che potrebbe cambiare il futuro della sanità italiana”.
(ITALPRESS).
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22 Aprile 2026


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