E infatti, nel giro di ore, l’ennesimo cambio di rotta. Dopo l’incontro con il segretario generale della NATO Mark Rutte, Trump ha annunciato di aver “formato la cornice di un futuro accordo” e ha sospeso i dazi promessi ai Paesi europei.
È la madman theory applicata alla diplomazia: minacciare, destabilizzare, far tremare mercati e alleati, poi offrire – soprattutto se Wall Street cade davvero – una via d’uscita come se fosse un atto di generosità. Ma a che prezzo. Anche solo mettere in discussione l’integrità territoriale di un alleato NATO ha scosso il cuore dell’ordine occidentale.
A Davos, però, è successo anche altro, forse ancora più rivelatore. È nato il “Board of Peace”, l’organismo promosso dalla Casa Bianca per supervisionare la fase due della tregua a Gaza e la ricostruzione, con uno statuto che attribuisce al Board un mandato potenzialmente molto più ampio, tanto da alimentare timori europei su un canale multilaterale parallelo al sistema ONU.
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