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VIOLENZA SULLE DONNE, IN TRENTINO 1,5 CASI AL GIORNO

A novembre 2024 sono 28 le donne ospitate nelle case rifugio

Foto: Italpress ©

Nel 2023 in Trentino c’è stato un leggero decremento (-6%) di denunce e provvedimenti di ammonimento rispetto all’anno precedente. Le sole denunce (477) però sono aumentate del 3%. I numeri sono stati presentati nel corso della conferenza stampa organizzata dalla Provincia di Trento per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne dalla dirigente Umse prevenzione della violenza e della criminalità Laura Castegnaro. “Il trend che possiamo vedere conferma una stabilità del fenomeno”, ha spiegato Castegnaro. L’autore della violenza è spesso il partner, l’ex partner o un altro familiare, nella maggior parte dei casi più anziano delle donne che subiscono violenza, che spesso hanno meno di 34 anni. Si parla in media di 1,5 casi al giorno di violenza (considerando il numero di denunce e di ammonimenti) che colpiscono le donne tra i 16 e i 64 anni. Le denunce vengono presentate soprattutto ai carabinieri (359 nel 2023), ma sono in aumento quelle presentate alla polizia di Stato (93 nel 2023). Le ragioni che spingono le donne a denunciare sono in primo luogo maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e lesioni. Diminuiscono gli ammonimenti per violenza domestica, ma aumentano quelli per atti persecutori. Le segnalazioni arrivate alle Procure di Trento e di Rovereto per mancato assolvimento dell’obbligo di mantenimento sono state 360 nel 2023, con un incremento del 3,1% rispetto all’anno precedente. Le donne ospitate nei servizi residenziali (case rifugio e servizi sociali) sono state 91 con 87 figli, di cui 18 donne ospitate nelle case rifugio. Si parla di numeri che sono leggermente diminuiti rispetto a quelli del 2022. Nel 2024, a novembre, si parla già di 28 donne ospitate nelle case rifugio con 36 figli al seguito. I servizi non residenziali (centri antiviolenza e servizio gestito da Alfid) hanno visto invece un incremento importante rispetto al 2022: le donne che si sono rivolte a loro sono cresciute del 23,6% (sono state 445 nel 2023) e sono perlopiù donne nuove a questi servizi (376). Diversamente dall’accesso ai servizi residenziali, dove l’ingresso spesso è mediato dai servizi sociali, l’accesso a quelli non residenziali è soprattutto diretto. Le donne hanno un’età maggiore, tra i 35 e i 40 anni, un titolo di studio più alto e sono perlopiù occupate e coniugate o separate, nel 70% dei casi con figli (nel 73% in quello delle donne che accedono ai servizi residenziali).

25 Novembre 2024


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