Attualità

RINCARI E INFLAZIONE PESANO SULLE FAMIGLIE TRENTINE

Camera di Commercio: Il 64% quadra appena il bilancio

“I consumi delle famiglie rappresentano quasi il 60% del Pil provinciale e il sensibile deterioramento della capacità di spesa familiare, emerso dai dati presentati oggi dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio, delinea un quadro che preoccupa. Si tratta di una contrazione correlata al generale aumento dei prezzi, soprattutto di quelli relativi a beni e servizi a cui le famiglie non possono rinunciare (alimentari, di luce e gas), che produrrà un inevitabile rallentamento della domanda, verosimilmente tangibile a partire dal prossimo mese di gennaio”. Lo ha detto Luca Trentinaglia, vicesegretario generale della Camera di Commercio di Trento, commentando il clima di fiducia dei consumatori trentini rilevato nell’indagine dell’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio di Trento. Un indice che risulta ancora negativo, pari a -19,3 punti, di poco migliore rispetto a quanto evidenziato nella precedente rilevazione di aprile (-20,6 punti). Si tratta di un dato in linea con quanto emerso sia a livello nazionale (-19,1 punti) che nel Nord Est (-18,9). Anche l’Osservatorio del Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti – ha spiegato il direttore Carlo Biasior – “conferma il momento di difficoltà soprattutto per la spesa energetica, mercato in cui regna ancora una grande incertezza, impedendo, di fatto, scelte opportune di risparmio attraverso la concorrenza tariffaria tra fornitori”. I consumatori che temono un peggioramento (lieve o netto) sono oltre la metà degli intervistati (54,8%), coloro che prevedono una condizione di stazionarietà sono il 38,0%, mentre la percentuale di chi immagina un miglioramento raggiunge il 5,0%. Con riferimento alla valutazione della situazione economica della propria famiglia nell’ultimo anno, prevale un giudizio di stazionarietà espresso dal 64,7% dei consumatori trentini intervistati. Il dato risulta in linea con quanto rilevato ad aprile (62,6%), ma è decisamente inferiore al valore emerso nell’autunno 2021 (80%).

30 Novembre 2022


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