“La natura è un continuo balletto di vita e morte. Ma questo ci ricorda che anche noi appartiamo a questa natura, nel bene e nel male”. Così, il parroco di Canazei e vigile del fuoco volontario, don Mario Bravin, durante la breve cerimonia di benedizione del ghiacciaio della Marmolada, svoltasi a Passo Fedaia. “Noi non possiamo più fare de bene alle vittime, ma possiamo raccogliere le loro spiaggia come gesto di pietà e affidarli all’Onnipotente”, ha detto Bravin prima di benedire la montagna e le vittime del disastro. Alla cerimonia ha preso parte l’intera Giunta provinciale, il capo della protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, il commissario del governo del Trentino, Gianfranco Bernabei, l’assessore ambiente della Regione Veneto, Giampaolo Bottacin, e i rappresentanti di tutte le organizzazioni di soccorso del territorio e le forze dell’ordine. “Siamo ai piedi della Marmolada che in questo mese ci ha fatto tanto penare nella sua forza e bellezza. Nella sua bellezza riposano le persone morte nel disastro e quelle morte durante la guerra, ha concluso il sindaco di Canazei, Giovanni Bernard. (ANSA).
KAP-VAL/
MARMOLADA, IL GIORNO DEL RICORDO
Ad un mese dalla tragedia, l’abbraccio ai soccorritori del capo della Protezione civile Curcio

5 Agosto 2022
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