Ad oggi i controlli nei cantieri edili del Trentino sono pochissimi: appena uno ogni tre anni, per i sindacati servirebbe almeno un sopralluogo al mese per fermare il numero di morti sul lavoro: è da questi dati che sono partite Cgil, Cisl e Uil per denunciare una situazione al limite in un settore, che, dopo la pandemia, sta vivendo una grande ripresa con un aumento di occupati pari al 15%. I sindacati, che hanno proclamato lo stato di agitazione dell’intero settore, anche dopo la vittima di venerdì scorso a Lavarone, chiedono l’istituzione dei cosiddetti rappresentanti di sicurezza territoriale. Ad oggi gli ispettori in servizio sono appena sei. Con l’aumento dei cantieri cresce anche il rischio di incidenti. Da gennaio ad agosto 2020 le denunce di infortunio sono state 234, un anno dopo erano già 302. In otto controlli su 10, denunciano i sindacati, si registrano irregolarità, mentre cresce la presenza di lavoratori senza esperienza e straniera (il 40% proviene dall’estero) e senza la giusta preparazione. [fm]
SETTORE EDILE: PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE IN TRENTINO

11 Ottobre 2021
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