Via libera al reddito di cittadinanza, voluto dallo Stato, al posto del reddito di garanzia, messo a punto negli scorsi anni in Trentino. E’ la principale novità, passata in consiglio provinciale, impegnato in una maratona notturna per l’approvazione del disegno di legge sulla variazione di bilancio 2019-2021. Venti i voti favorevoli, 12 quelli contrari e due gli astenuti. La discussione è ruotata soprattutto attorno all’emendamento presentato dal presidente Fugatti relativo all’innalzamento del requisito di residenza in Trentino da 3 a 10 anni per l’accesso alla misura, che sostituisce, come detto, il reddito di garanzia in salsa trentina. Pd e movimento cinque stelle hanno presentato quasi 1500 emendamenti contrari. Per l’ex assessore provinciale Alessandro Olivi si tratta di una brutta pagina per l’Autonomia. [fm] [Dello stesso avviso anche l’ex governatore trentino Ugo Rossi:]




