Oggi prima giornata del Festival delle Resistenze in piazza Matteotti a Bolzano.
In una società che ormai da decenni è stata definita “liquida” – e che non sembra accennare a un cambio di direzione in questo senso – si ha l’impressione che alcuni concetti come quello dell’identità sia più che mai una delle sfide più impegnative che le tante società civili in Europa e nel mondo devono saper affrontare.
La multiculturalità che sta caratterizzando il nostro tessuto sociale non è più solo la somma di un “noi” e un “loro” che convivono sullo stesso territorio, ma una versione ormai sempre più consolidata di nuova società, a livello locale come internazionale.
Uno degli elementi che più hanno favorito questo fenomeno è stata sicuramente la sempre più sviluppata mobilità globale, basata su diverse spinte: economiche, culturali, sentimentali o emergenziali. In questo modo anche i concetti di “aperto” e “chiuso” sono diventati importanti riferimenti per capire come gestire e vivere in una comunità chiamata a definirsi ormai su scala globale.
Cosa intendiamo per esempio oggi con il termine “confine”, sia esso quello tra un Paese e un altro o tra un gruppo e un altro?
Queste e tante altre domande saranno al centro del dibattito dell’edizione 2017 del Festival delle Resistenze Contemporanee che in occasione delle anteprime a Merano e Bolzano e le tre giornate in piazza Matteotti cercherà di interrogarsi ancora una volta sulle nuove forme di resistenza contemporanea.



