VAL DI NON: CERCA DI UCCIDERE LA MADRE A COLTELLATE. GIOVANE ARRESTATO

Deve rispondere di tentato un omicidio un giovane di 21 anni di Spormaggiore, in val di Non, accusato di avere accoltellato in casa la madre la scorsa notte. Secondo una prima ricostruzione, il giovane, dopo essersi procurato un coltello, ha affrontato i genitori che stavano dormendo e ha colpito la madre con un fendente alla gola. Il padre del giovane è riuscito a bloccarlo e ha chiamato i carabinieri. Il giovane è stato quindi arrestato. La donna è stata ricoverata all’ospedale S.Chiara di Trento dove è stata accolta in rianimazione. La prognosi è riservata ma non dovrebbe essere in pericolo di vita. Ancora da chiarire i motivi dell’aggressione.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri il ragazzo si è svegliato poco prima delle tre di mattina, in uno stato di grande agitazione (forse sotto effetto della droga), si è diretto in cucina e ha preso un grosso coltello, utilizzato per la carne, poi ha messo piede, in silenzio, nella camera dei suoi genitori. A quel punto ha colpito la madre con un fendente alla gola. Se solo avesse colpito la vena giugulare la donna di 57 anni sarebbe morta dissanguata nel giro di pochi secondi. A compiere il terribile gesto è stato il figlio della coppia, Fabio Diana, 21 anni studente universitario, che da qualche tempo soffriva di depressione e da alcuni mesi era seguito dalla comunità di San Patrignano. Teatro della tragedia il piccolo paese di Spormaggiore in Val di Non. Il giovane, arrestato dai carabinieri, deve ora rispondere di tentato omicidio. A chiamare i carabinieri è stato il padre Stefano, che, svegliato all’improvviso dalle urla della moglie, Ida Dolzani, è riuscito a bloccare con la forza il ragazzo, impedendogli di colpire ancora. La donna, trasportata d’urgenza all’ospedale Santa chiara di Trento, è ora ricoverata in prognosi riservata nel reparto di rianimazione. Le sue condizioni sono gravi, ma non versa in pericolo di vita. I carabinieri giunti sul posto, hanno trovato macchie di sangue ovunque in camera da letto, il padre ha subito voluto precisare che prima di andare a letto non c’era stato alcun litigio tra figlio e genitori. Resta dunque da capire che cosa sia scattato nella mente del giovane (che soffre anche di epilessia) e quanto le sue condizioni psico fisiche possano essere state condizionate dall’uso di droga nelle ore immediatamente precedenti il tentato omicidio.

31 Dicembre 2014


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