Dopo l’abbattimento dell’orsa KJ2 , responsabile dell’ultima aggressione ad un pensionato nella zona del lago di Terlago, infuriano le polemiche innescate da ambientalisti e animalisti. Annunciando l’abbattimento da parte dei forestali trentini, il governatore Ugo Rossi ha parlato di decisione inevitabile a causa della pericolosità dell’animale. Le associazioni animaliste hanno però annunciato azioni legali contro la Provincia oltre all’invito al boicottaggio del Trentino e dei suoi prodotti.
“Ma perché l’hanno uccisa? Non dovevano. La dovevano portare via e basta. Catturarla, sedarla e lasciarla in vita. Ma abbatterla no, proprio no”. Lo dice alla Stampa Angelo Metlicovez, l’uomo ferito a fine luglio dall’orsa Kj2 nella Valle dei Laghi. “Me lo sono trovato davanti”, racconta. “Deve essersi impaurito alla vista del mio cane, Kira. Ma io avevo più paura di lui. Non ho fatto nemmeno in tempo a scappare. Me lo sono trovato addosso in un attimo. Ho fatto appena in tempo a mettere il braccio sinistro davanti al viso che mi ha morso”. “Non so nemmeno se mi ha spinto lui o se sono caduto io nel dirupo. Per fortuna l’orso se ne è andato. Con il telefonino sono riuscito a dare l’allarme e i soccorritori sono arrivati subito”. “Va meglio. Ma non so come sarebbe finita se non ci fosse stato il mio cane”.
“L’uccisione dell’orsa in Trentino rappresenta non solo un delitto nei confronti di un patrimonio faunistico unico al mondo come quello del nostro Paese ha ma anche e soprattutto un fallimento della politica, che si dimostra incapace di far coesistere uomo e animale”. Lo dichiara l’on. Sandra Savino (Fi). “Pensare di risolvere – prosegue l’esponente di Forza Italia in una nota – eventuali problematicità ammazzando l’orsa è una non-soluzione, una resa inaccettabile alla progressiva desertificazione del nostro territorio, un crimine vero e proprio nei confronti dell’animale e delle generazioni future cui dobbiamo restituire la ricchezza naturalistica che abbiamo immeritatamente ricevuto. Ora è necessario fare chiarezza sulle motivazioni che in questo caso specifico hanno portato alla scelta della soppressione dell’esemplare che se ne stava nel suo habitat e definire politiche serie, lungimiranti e intelligenti per la coesistenza dell’uomo con specie animali – conclude – che sono un vero e proprio patrimonio da tutelare”






