TRENTO, LA TRAGEDIA ALLA EX SLOI. IL SINDACO: UNA FERITA PER LA CITTÀ

Sulla tragica fine di un giovane senzatetto romeno all’ex sloi di Trento, morto nel rogo della baracca dove viveva, è intervenuto anche il sindaco Alessandro Andreatta. Il primo cittadino, che ha parlato di una ferita per la città, ha fatto il punto sulla situazione a nord del capoluogo. La piccola comunità che vive all’ex Sloi, ha precisato Andreatta, è monitorata costantemente dai servizi sociali e dagli agenti della polizia municipale. Sono numerosi i sopralluoghi fatti nell’ultimo periodo, numerosi anche i tentativi di recuperare a una vita dignitosa gli inquilini delle baracche. Il più delle volte però – fanno sapere dal Comune – gli aiuti proposti, per esempio l’accoglienza notturna, non vengono accettati. Questo avviene anche quando si tratta di persone in condizioni di particolare fragilità e difficoltà: poco tempo fa un anziano gravemente malato, ricoverato in ospedale, avrebbe firmato per essere dimesso e per tornare a vivere nella propria baracca. Durante i sopralluoghi – si legge in una nota dell’amministrazione – si è provveduto a controllare che nell’area non vivessero minori e anche a fare vaccinare i cani di proprietà delle persone che abitano nelle baracche. Si tratta di una comunità sostanzialmente stabile, che si aggira attorno alla ventina di persone. Le ordinanze di sgombero del passato, la demolizione dei ricoveri fatiscenti hanno avuto un’efficacia limitata perché sono servite ad allontanarli solo temporaneamente. Nel frattempo procede l’iter di bonifica dell’intera area.(Foto: carabinieri di Trento)

1 Ottobre 2015


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