Potrebbe essere stato minorenne il profugo eritreo travolto e ucciso la scorsa notte da un treno nella stazione di Bolzano. IL ragazzo stava attraversando i binari nel tentativo di salire su un treno merci in partenza diretto a nord. Il giovane si era allontanato da un centro di accoglienza di Messina per raggiungere la Germania. Secondo quanto reso noto dagli inquirenti, in passato era stato controllato e registrato due volte sul territorio italiano. Nelle scorse settimane il giovane, come migliaia di altri migranti, aveva risalito la penisola verso nord, facendo tappa a Roma, Milano e infine a Bolzano, nella speranza di arrivare in Austria e poi in Germania. Il prefetto Elisabetta Margiacchi ha annunciato l’adozione di una serie di misure di sicurezza per evitare che si verifichino altri simili episodi. Tra queste, la chiusura, da mezzanotte alle 7 di mattina, di alcuni varchi di accesso all’areale ferroviario bolzanino lungo via Garibaldi e l’aumento dell’illuminazione della zona per facilitare i controlli da parte delle forze dell’ordine. Al vaglio anche la possibilità di ridurre il numero dei treni merci in sosta contemporaneamente in stazione. Richiesto anche il rinforzo degli agenti in servizio nelle ore notturne
Ascoltiamo il direttore della Caritas di Bolzano Paolo Valente:



