Impugnare la legge della Provincia di Trento, aspettare le indicazioni della Consulta sui limiti ai mandati nelle Regioni a statuto speciale, e poi valutare una soluzione equilibrata a livello nazionale: questo l’orientamento emerso dal Consiglio dei ministri, dove la delibera è stata approvata con la Lega che ha espresso la posizione contraria, come a inizio gennaio quando il governo impugnò una legge analoga della Regione Campania.
Anche in questo caso c’è stato un confronto nella riunione a Palazzo Chigi. Lo ha concluso Giorgia Meloni. La premier, come riferiscono più fonti, avrebbe sottolineato, in sintesi, che non si può lasciare che ognuno vada in ordine sparso, indicando la necessità di aspettare la Consulta per poi poter aprire “un ragionamento a livello generale”. La discussione è stata invece aperta dal ministro per gli Affari regionali, il leghista Roberto Calderoli, convinto che sotto il profilo tecnico non ci fossero motivi per l’impugnazione: avrebbe ribadito, spiegano alcuni presenti, che la valutazione in direzione di una impugnazione sarebbe stata, quindi, squisitamente politica. La posizione della Lega, contraria, è nota e lui si è rimesso alla volontà collegiale.
Fra i leghisti ci si domanda se a muovere gli alleati sia stato solo l’obiettivo di chiarezza legislativa per poi discutere una soluzione equilibrata, o sia stata una mossa politica per precludere un nuovo mandato al presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti (che comunque andrebbe al voto fra tre anni) e in Friuli Venezia Giulia al governatore Massimiliano Fedriga, entrambi della Lega così come Luca Zaia, che non potrà ricandidarsi in Veneto, anche alla luce della sentenza della Corte costituzionale sulla legge campana.
Sono intervenuti a favore della deliberazione il vicepremier Antonio Tajani, di FI, l’azzurra Elisabetta Casellati, ministro per le Riforme istituzionali, e il capodelegazione di FdI, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Fra le valutazioni che hanno portato a impugnare la norma, nell’ultimo giorno possibile, anche la considerazione che se non lo avesse fatto il governo qualunque cittadino avrebbe potuto farlo, e quindi il rischio di incertezza sarebbe rimasto invariato. Nel centrodestra c’è chi non esclude che una riflessione interna su un’ipotesi di norma nazionale sia già stata avviata, sottolineando che comunque su questioni che riguardano la materia elettorale vanno coinvolte anche le opposizioni.
TERZO MANDATO. MELONI: ORA RIFLESSIONE GENERALE
Dibattito sull'impugnativa, sospetti Lega su scelta politica

Foto: Italpress ©
19 Maggio 2025
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