TAJANI “ITALIA NEL BOARD OF PEACE COME PAESE OSSERVATORE, SOLUZIONE EQUILIBRATA”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il governo ha ritenuto opportuno presenziare, come paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace, in programma giovedì a Washington. Questo è certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso delle comunicazioni alla Camera sul Board of Peace per Gaza. “L’Unione Europea, ha già confermato la partecipazione, con la presidenza di turno e con un rappresentante della Commissione. Parteciperanno anche tutti i principali partner della regione: Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Qatar e anche l’Indonesia, il più grande paese musulmano al mondo”, ha aggiunto Tajani. “Come potrebbe l’Italia non essere presente dove si discute e si costruisce la pace in Medioriente, alla presenza di tutti i principali attori regionali?”, ha poi sottolineato.
“Il governo italiano ha sostenuto il piano di pace: se qualcuno oggi ritenesse che esistono alternative, concrete, praticabili a questo piano dimostrerebbe di non saper fare i conti con la realtà – ha detto ancora Tajani -. A fronte di un mandato chiaro delle Nazioni Uniti, alimentare l’incertezza equivale a prolungare le sofferenze del popolo palestinese”.
“Il nostro impegno è concreto ed è destinato ad aumentare, muove da un dialogo costante con Israele, con l’autorità palestinese, con tutti i partner chiavi della regione, con cui abbiamo mantenuto in questi mesi un costante e stretto raccordo – ha spiegato il vicepremier -. Siamo stati il primo paese organizzare evacuazioni dalla striscia di Gaza. Il nostro impegno prosegue anche sul fronte degli aiuti e dell’assistenza umanitaria, lavoriamo senza sosta per assicurare l’ingresso nella Striscia di tutti i nostri aiuti umanitari, insieme agli aiuti provenienti dalla società civile. Siamo pronti a fare la nostra parte, abbiamo varato un primo pacchetto da 60 milioni per aiuti umanitari, per rafforzare le strutture sanitarie e le scuole, per riqualificare le abitazioni per gli sfollati e sostenere le istituzioni palestinesi”.
“Sono convinto che i temi di politica estera non debbano essere terreno di scontro politico, ma di un dialogo serio, continuo e trasparente e ogni volta che è possibile di convergenza per responsabilità condivisa – ha detto ancora il ministro -. La crisi di Gaza ci impone questo livello di consapevolezza. Si parla di una crisi che incide sugli equilibri regionali, sulla stabilità del Mediterraneo allargato, sulla sicurezza delle rotte commerciali del nostro export”, ha aggiunto.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

19 Febbraio 2026


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