Una donna altoatesina di 32 anni ha patteggiato ieri un anno e quattro mesi di reclusione con l’accusa di lesioni personali gravissime arrecato ad un bambino di poco più di un anno che una vicina di casa le aveva affidato per qualche ora. La vicenda è avvenuta un paio di anni fa in una casa protetta gestita dai servizi socio sanitari. La donna era in cura per problemi di carattere psichico. Mentre faceva da mangiare cucinando delle patatine fritte, la donna – evidentemente infastidita dal bambino – perse letteralmente la testa. Prese in braccio il piccolo e lo spinse con la faccia nell’olio bollente della pentola. Il bimbo riportò gravissimi ustioni su tutto il viso. Fu salvato grazie ad un trapianto di pelle. Ieri la donna ha patteggiato in lacrime un anno e quattro mesi di reclusione. Il giudice l’ha riconosciuta semi inferma di mente. Gli psicologi l’hanno ritenuta non socialmente pericolosa
SPINGE CON LA FACCIA IL FIGLIO DELLA VICINA NELLA PENTOLA D’OLIO BOLLENTE: DONNA ALTOATESINA PATTEGGIA UN ANNO E 4 MESI
18 Maggio 2016
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Primo Piano
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