Calcio / Sport

SERIE B, LUCA BELARDINELLI E IL SOGNO DELLA SERIE A

Il centrocampista ravennate si racconta in questa intervista

Belardinelli Fc Suedtirol

E’ stato l’uomo gol nell’ultimo match vinto per 1-0 con il Pisa, suo il colpo di testa che ha messo al tappetto la formazione toscana. Luca Belardinelli all’improvviso si è ritrovato sotto la luce dei riflettori, lui arrivato in prestito la scorsa estate dall’Empoli, dopo una prima stagione da professionista giocata in serie C con la casacca della gloriosa Pro Vercelli, e che poco aveva fatto parlare di se. Ventunenne, nativo di Ravenna, ruolo centrocampista centrale di piede destro, con indossata anche la maglia delle nazionali italiana Under 18 e poi quella dell’Under 19 di Alberto Bollini. Sei gare da azzurrino.

Belardinelli, lei è arrivato al Sudtirol questa estate e ormai sei già qui da 4 mesi, com’è stato l’approccio, quale ambiente hai trovato?

“Nei giorni immediatamente successivi al mio trasferimento sfortunatamente sono risultato positivo al Covid, quindi l’inizio non è stato dei migliori. Dopo una settimana mi sono negativizzato e son entrato in gruppo a pieno titolo. Ho avuto la fortuna di trovare dei ragazzi fantastici e disponibili, che mi hanno aiutato subito ad inserirmi. Con il passare dei giorni mi sono aperto senza difficoltà con la squadra”.

In biancorosso ha ritrovato Marco Curto, con cui aveva giocato ad Empoli…

“Sì, con Marco abbiamo condiviso un anno e mezzo nella Primavera dell’Empoli. Lo conosco da tempo, è un grande amico. Devo dire che mi è stato di grande aiuto per un rapido inserimento nel gruppo”.

Come per l’FC Südtirol, anche per lei si tratta della prima esperienza in Serie B. Come hai vissuto questo salto e come si sta trovando?

“Io fino a due anni fa ancora ero in Primavera. L’anno scorso ho disputato il mio primo campionato trai i professionisti con la Pro Vercelli. Cerco quindi di imparare il più possibile ogni giorno, cerco di immedesimarmi quanto più posso nella parte e in quello che rappresenta una categoria come questa. L’obiettivo è quello di togliermi delle soddisfazioni in un processo di crescita, personale e di squadra”.

Ha trovato casa vicino allo Stadio Druso?

“Si ho trovato casa vicino al campo di gioco. La città è fantastica. E’ un bell’ambiente. Avendo sempre vissuto al mare qui per me è tutto nuovo e quando posso vado in giro e visito l’Alto Adige”.

I suoi anni all’Empoli sono culminati con la conquista dello scudetto, con la vittoria del campionato Primavera-1. Cosa ci si aspetta dopo un trionfo del genere. Come si era immaginato il suo futuro in quel momento?

“Il risultato finale è stato fantastico, un trionfo e il coronamento di un grande sogno, anche perché eravamo partiti con l’obiettivo di centrare la salvezza. Piano piano, andando avanti siamo arrivati ai playoff e durante la partita ad eliminazione diretta ce la siamo cavata molto bene ed abbiamo vinto il campionato. Lì per lì non ci pensi. Anche perché è successo tutto molto velocemente. Noi abbiamo vinto la finale il 30 giugno e due settimane dopo ero di nuovo in ritiro. Quindi non ho pensato molto a cosa poteva o non poteva essere. Ho vissuto alla giornata”.

Nei suoi anni di Primavera all’Empoli sei stato chiamato in prima squadra, in Serie A. Cosa ha provato?

“È stato bellissimo. La prima partita è stata quella in casa del Cagliari, dove abbiamo pareggiato. Vivere il tifo, la piazza e la trasferta con i compagni più grandi è stato tutto veramente bello. Ho bellissimi ricordi di questa esperienza”.

Dall’azzurro dell’Empoli a quello della nazionale: lei è stato convocato a più riprese nelle selezioni giovanili, cosa ha provato la prima volta che hai indossato la casacca azzurra?

“Sono nato e cresciuto in una piccola città delle Marche e come tutti i bambini che iniziano a giocare a calcio il sogno è quello di indossare un giorno la maglia azzurra, anche se a livello giovanile. Per me è stata una sensazione bellissima. Ho bei ricordi delle esperienze in nazionale. Tante volte mi capita di incontrare con le squadre di club alcuni compagni che hanno condiviso con me quei momenti.

A febbraio 2020 avrebbe dovuto prendere parte ad uno stage della nazionale con il c.t. Roberto Mancini, poi saltato per cause di forza maggiore: come l’ha presa?

“Il commissario tecnico partecipa sistematicamente, a turno, agli allenamenti di ogni selezione nazionale giovanile: noi eravamo in under19 e ci avrebbe allenato lui, supervisionando l’attività di una settimana intera. Avere la possibilità di lavorare con il mister della prima squadra sarebbe stato fantastico. Sfortunatamente però tutto andò a monte a causa dell’emergenza determinata dalla pandemia”.

Sogna di giocare, un giorno o l’altro, in nazionale?

“Penso sia il sogno di tutti i ragazzi”.

Se non avesse fatto il calciatore, cosa avrebbe fatto?

“A studiare per diventare avvocato. intanto però sogno di giocare in Serie A, l’ambizione che ho da quando ero un bambino”.[Vs]

8 Febbraio 2023


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