SCOMMESSE ONLINE E AUTORICICLAGGIO, SMANTELLATO GRUPPO CRIMINALE NEL TORINESE

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TORINO (ITALPRESS) – A conclusione delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, emessa dal gip del Tribunale di Torino, nei confronti di due italiani (classe 1985 e 1988), già titolari e gestori di una sala scommesse a Trofarello. Sono indagati, insieme ad altre 13 persone, per associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di attività di gioco e scommessa, frode in competizioni sportive e autoriciclaggio.

All’interno del centro scommesse di Trofarello, intestato a una delle due persone destinatarie della misura cautelare, era operativo un sistema parallelo di raccolta e gestione di scommesse non autorizzate (rispetto alle piattaforme legali), basato sull’utilizzo di sofisticati software e spazi virtuali. Una scoperta frutto di indagini supportate da intercettazioni, servizi di appostamento e pedinamento, e dall’analisi di decine di copie forensi di smartphone e computer, sequestrati agli indagati e nelle agenzie di scommesse.

Il gruppo si avvaleva della creazione e gestione di piattaforme di gioco online (parallele rispetto a quelle autorizzate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), denominate “betart.bet”, “specialbet.bet” e “crazybet”, messe a disposizione degli scommettitori mediante l’apertura di linee di credito e la concessione di fidi. Un sistema che generava un importante flusso di puntate, per importi e profitti di centinaia di migliaia di euro.

Il gruppo criminale violava in modo sistematico anche le normative in materia fiscale e di prevenzione del riciclaggio. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire con precisione i flussi di denaro attraverso l’esame di ricariche con carte prepagate e di movimentazioni verso conti esteri, per occultare i proventi illeciti. Questo ha permesso di contestare reati di natura finanziaria, fra cui l’autoriciclaggio, visto che parte delle somme veniva reimmessa in circuiti apparentemente leciti, con l’intento di ostacolarne la tracciabilità. Accanto ai membri stabili dell’associazione, erano presenti numerosi intermediari che facevano da collegamento tra i vertici del gruppo e gli scommettitori. Tra questi anche un calciatore professionista, che aveva accumulato nel tempo un considerevole debito di gioco.

– Foto: Ufficio stampa Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

10 Ottobre 2025


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