SCHLEIN “SU RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO SCELTA TRA PASSATO E FUTURO”

Foto: Italpress ©

ROMA (ITALPRESS) – “La scelta è tra il passato e il futuro.
L’Italia è uno dei pochi paesi dove non c’è alcuna iniziativa legislativa che incentivi la sperimentazione sulla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Lo hanno fatto in Gran Bretagna dove 61 aziende hanno ridotto l’orario di lavoro a parità di salario. Lo hanno fatto in Portogallo dove 46 aziende hanno sperimentato la settimana corta di quattro giorni.
Stessa cosa in Germania, in Spagna e Belgio. I sindacati metalmeccanici italiani per il rinnovo contrattuale 2024-2027 propongono di sperimentare la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Parliamo di 1,5 milioni di lavoratrici e lavoratori”. Lo scrive su Facebook la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein.
“Non è una piccola questione, è invece una proposta che punta ad una nuova idea di società in cui si rimettono al centro la qualità della vita e del lavoro, l’innovazione organizzativa e la necessità di redistribuire la ricchezza e il tempo libero delle persone – aggiunge -. Significa migliorare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, in un paese dove c’è un problema enorme di precarietà e di part-time involontario che colpisce soprattutto le donne. Significa ridurre le emissioni climalteranti”.
“Significa redistribuire i benefici dell’innovazione tecnologica anzichè farla subire ai lavoratori e alle lavoratrici più esposti. Nella storia umana ciascuna transizione tecnologica è stata accompagnata dalla lotta di lavoratrici e lavoratori per rimodulare gli orari di lavoro e di vita. D’altra parte l’Italia lavora duecento ore in più secondo la media OCSE della Germania ma il tasso di produttività è molto più basso – sottolinea la leader del Pd -. Lavorare di più non significa migliorare la produttività, lavorare meglio sì. E’ ormai dimostrato. Tant’è che molte aziende stanno sperimentando questo modello anche senza politiche pubbliche che lo promuovano. Noi facciamo una proposta molto semplice: allarghiamo il Fondo nuove competenze – cofinanziato dal Fondo sociale europeo – introducendo anche la sperimentazione della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Scommettiamo sul modello della contrattazione collettiva tra imprese e sindacati per incentivare la settimana corta.
Un fondo che aiuti chi stipula contratti per la riduzione dell’orario di lavoro attraverso un esonero contributivo del 30 per cento dei contributi previdenziali che si allarga al 40 per le prestazioni lavorative usuranti e gravose. Si può fare”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

22 Febbraio 2024


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