È stata rinviata al 17 novembre davanti al gup di Trento l’udienza preliminare dell’inchiesta che pochi mesi fa ha travolto il Gruppo Itas. Confermati i capi di imputazione, ma per l’ex direttore generale di Itas, Ermanno Grassi, le accuse aumentano dopo la querela presentata nei suoi confronti dall’ormai ex presidente della società, Giovanni Di Benedetto. La cifra (non definitiva) che Itas ha indicato come risarcimento dopo la costituzione di parte civile si avvicina ad un milione di euro. I capi d’imputazione contestati a Grassi salgono quindi da dieci a dodici. Cambiano anche gli importi contestati ad alcuni imputati, la posizione dell’ex collaboratrice di Grassi, Alessandra Gnesetti, che con le sue dichiarazioni al giudice del lavoro ed ai carabinieri del Ros diede di fatto l’avvio alle indagini, si fanno meno pesanti. Gli altri imputati nel procedimento sono il titolare di Target sas di Villa Lagarina, Roberto Giuliani, Gabriele Trevisan, referente della società Point rent car di Piove di Sacco, l’ex dirigente ed ex procuratore speciale di Itas Patrimonio, Paolo Gatti.
SCANDALO ITAS. LA COMPAGNIA PARTE CIVILE. CHIEDERA’ RISARCIMENTI PER UN MILIONE DI EURO

22 Settembre 2017
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