Si è conclusa con l’approvazione di una mozione sull’esodo dei migranti la riunione dei tre consigli provinciali di Trento, Bolzano e Innsbruck. Con soli 8 voti contrari, l’assemblea ha voluto ribadire che l’emergenza profughi va affrontata in maniera solidale e con il sostegno dell’Unione europea. Ribadita la contrarietà ad ogni forma di barriera, la mozione invita allo scambio di dati sui profughi tra le autorità italiane ed austriache con la promozione di progetti nei Paesi terzi per rallentare l’esodo di massa. Alcune cose stanno cambiando rispetto ai giorni scorsi in merito alla questione del Brennero, ha detto il presidente del consiglio provinciale del Trentino, Bruno Dorigatti, a partire dall’incontro previsto in Austria col ministro Federica Mogherini che fa vedere possibili flessibilità nelle posizioni di Vienna. Inoltre in Austria domenica si vota e il voto condiziona il dibattito.
Durante la seduta congiunta dei tre consigli è intervenuto anche il presidente dell’Euregio Ugo Rossi. L’Europa – ha detto Rossi – deve rispettare il motto ‘uniti nella diversità per la pace e la democrazia’. Se non è così, l’Europa diventa un puro spazio geografico dai confini incerti dove il passo dai nazionalismi alla guerra è molto più facile di quel che si possa immaginare. Rossi ha poi messo l’accento su quella che ha definito la terza fase dell’Euregio, che va ora consolidata per rafforzare la cooperazione transfrontaliera. Il presidente del consiglio regionale del Tirolo, Herwig Van Staa ha ribadito la contrarietà a ristabilire un confine al Brennero. Il presidente del consiglio provinciale di Bolzano, Thomas Widmann ha concluso, dicendo che il confine del Brennero ha un forte valore simbolico, ora il problema è europeo e non dei singoli stati. L’importante è fare sentire la propria voce in Europa come Eureoregione.
E sull’argomento è tornato anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano a margine del consiglio Interni europeo. Sul Brennero, ha detto Alfano, abbiamo ragione noi. Non ci sono dubbi e lo dico senza timidezza, perché abbiamo dei dati che ci certificano che questo problema non esiste dal punto di vista del rischio di un attraversamento di massa di quella frontiera da parte di soggetti che vengono dall’Italia.
Ascoltiamo il presidente del consiglio provinciale di Trento Bruno Dorigatti:



