“Avevo provato a frenare ma il treno non si fermava”. Lo ha ricordato, oggi in tribunale a Bolzano, un testimone del processo relativo all’incidente ferroviario che il 27 aprile 2017, a nord di Bressanone, costò la vita a due operai: Salvatore Verolla, di 42 anni, e Achille De Lisa, di 52 anni, entrambi di Mondragone nel casertano, dipendenti dell’azienda romana Gcf Spa che stava eseguendo i lavori sulla linea del Brennero. Un carro cantiere, a causa di un guasto ai freni, era andato a sbattere contro un altro convoglio da lavoro. L’indagine aveva poi fatto emergere diverse irregolarità ad iniziare dal mancato svolgimento della consueta prova dei freni prima della partenza del carro cantiere dalla stazione. Oggi un testimone, un dipendente della Gcf che quella notte si trovava sul convoglio investitore, ha affermato che in realtà una prova freni venne fatta, ma solo prima della partenza del convoglio dalla stazione di Bressanone. Successivamente il carro cantiere era però stato diviso in due parti e la prova freni non venne ripetuta, come sarebbe stato invece necessario. Poco dopo il convoglio non riuscì a fermarsi, in quanto troppo pesante, e si schiantò. Nel pomeriggio un secondo testimone, un macchinista, ha ribadito che la prova freni non venne eseguita correttamente. Prossima udienza: il 28 novembre con ulteriori testimoni dell’accusa.
PROCESSO SULL’INCIDENTE FERROVIARIO A BRESSANONE NEL 2017. “IL TRENO NON FRENAVA”
Un testimone in aula a Bolzano

17 Ottobre 2022
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