Il primo fine settimana di saldi estivi in Trentino ha portato i primi segnali positivi per i commercianti locali. “È un’opportunità fondamentale per i nostri negozi, anche se le famiglie continuano a spendere con prudenza”, commenta Ivan Baratella, presidente dei Commercianti del Trentino aderente a Confesercenti del Trentino.
La situazione nazionale, però, rimane preoccupante. I dati Istat di maggio hanno registrato un calo delle vendite al dettaglio del -0,4% rispetto ad aprile, traducendosi in una flessione dello 0,9% in volume rispetto al maggio 2024. Secondo le stime Confesercenti, il secondo trimestre dell’anno si chiuderà con una contrazione del -0,7%: il 2025 rischia di diventare il quarto anno consecutivo di riduzione delle vendite. “La situazione è ancora più critica per le piccole superfici commerciali”, spiega Baratella. “Le nostre stime parlano di una perdita del 2% delle vendite in volume rispetto a maggio scorso e del 2,3% nei primi cinque mesi dell’anno. Anche il settore alimentare, tradizionalmente più stabile, perde quasi un punto percentuale in volume dall’inizio dell’anno.” Il presidente sottolinea come questa tendenza tocchi da vicino anche il Trentino: “Stiamo assistendo a una progressiva riduzione della rete di piccole superfici commerciali nei centri urbani. I negozi di vicinato rischiano di diventare sempre più rari, lasciando i nostri centri storici privi di quei presidi commerciali che li rendono vivi e attrattivi.” Nonostante le difficoltà, i saldi continuano ad attrarre i consumatori. Il sondaggio Confesercenti-IPSOS mostra che 6 italiani su 10 hanno pianificato acquisti durante i saldi, per un giro d’affari stimato intorno ai 3,5 miliardi di euro a livello nazionale. Il budget medio previsto è di circa 218 euro a persona, con la fascia di spesa più comune attorno ai 100 euro.
“Sono numeri che confermano l’alto gradimento dei saldi da parte dei consumatori, anche in un contesto di prudenza nelle spese. La nostra provincia permette di utilizzare le vendite particolarmente favorevoli in totale autonomia, purché ci sia un arco temporale di 60 giorni tra un periodo in saldo e l’altro”, precisa Baratella. “Questa flessibilità rispetto ad altre realtà, nel tempo ha fatto perdere il valore comunicativo dello strumento del saldo”. Le calzature si confermano le regine dei saldi 2025, scelte dal 53% dei consumatori, seguite da t-shirt e top (50%) e pantaloni e gonne (38%). In media, chi acquista punta su quasi 4 prodotti, ma scelti con cura.
PRIMI SEGNALI POSITIVI DAI SALDI ESTIVI IN TRENTINO
Confesercenti: 'Un'opportunità fondamentale per i nostri negozi'

7 Luglio 2025
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