Bilancio di metà mandato per l’assessore provinciale altoatesino all’energia e allo sviluppo del territorio Peter Brunner. Mentre resta ancora molto da fare sui piani comunali per l’edilizia agevolata, aumenta, invece, la domanda dei cittadini per una maggiore autonomia energetica.
Per quanto riguarda la produzione di elettricità più della metà proviene da fonti rinnovabili. Ma è sulla produzione del calore che bisogna ancora lavorare. L’assessore provinciale all’energia e allo sviluppo del territorio, Peter Brunner, nel corso della sua conferenza stampa di metà mandato, tenutasi questa presso la centrale di teleriscaldamento Alperia di Bolzano, ha evidenziato come le domande di contributo per l’installazione di pompe di calore nelle abitazioni private siano letteralmente triplicate. ”Un segnale chiaro di consapevolezza da parte della popolazione, sostenuto da un impegno finanziario senza precedenti da parte di Palazzo Widmann – ha spiegato Brunner – Per il 2025, gli investimenti della Provincia nel settore energetico e ambientale ammontano a ben 121 milioni di euro, facendo registrare un balzo in avanti del 55% rispetto all’anno precedente”.
Una manovra robusta che punta a strutturare l’indipendenza energetica locale come un pilastro della futura autonomia politica. In merito al potenziamento del termovalorizzatore di Bolzano (fermo dopo il guasto del 22 giugno scorso ndr), l’assessore Brunner ha escluso un ampliamento strutturale della capacità. La strategia della Provincia punta piuttosto sull’efficientamento dell’impianto di via Einstein e sulla massimizzazione della rete di teleriscaldamento.
Il quadro che emerge sullo stato di attuazione dei piani per l’edilizia abitativa agevolata fotografa una preoccupante situazione di stallo burocratico e politico a livello locale. I numeri parlano chiaro: su 116 Comuni altoatesini, solo 17 hanno formalizzato e messo nero su bianco i propri piani, ottenendo l’approvazione finale da parte della Giunta provinciale. Una percentuale ridotta che testimonia le difficoltà delle amministrazioni comunali nel tradurre le linee guida provinciali in strumenti urbanistici concreti. Il dato più allarmante riguarda però l’assenza dei grandi centri urbani da questa prima lista di promossi. Tra i 17 Comuni virtuosi non figura ancora il capoluogo, Bolzano. Una mancanza che pesa come un macigno sul dibattito politico locale.[Vs]



