L’obiettivo di Bruxelles è ridurre tempi e costi burocratici per l’immissione sul mercato dei pesticidi. Secondo gli studiosi, però, alcune delle modifiche previste rischiano di indebolire le tutele ambientali già oggi considerate insufficienti.
I ricercatori evidenziano che nelle valutazioni del rischio non vengono adeguatamente considerati diversi organismi non target, come anfibi, rettili, pipistrelli e impollinatori selvatici. Inoltre, gli effetti combinati di più pesticidi utilizzati contemporaneamente restano in gran parte poco studiati.
Per questo lo studio propone una strada alternativa: maggiore trasparenza dei dati scientifici, monitoraggi costanti dopo l’autorizzazione dei prodotti e un collegamento più stretto tra i risultati raccolti sul campo e le future valutazioni del rischio.
Secondo i ricercatori, con investimenti relativamente contenuti sarebbe possibile rendere più efficienti le autorizzazioni senza rinunciare alla tutela della biodiversità, degli impollinatori e della salute umana.
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