OMICIDIO STRADALE. IL TACHIMETRO ROTTO DELLA MOTO DECIDE IL PROCESSO

Il tachimetro rotto di una moto di grossa cilindrata schiantatasi contro un’auto in alta val Pusteria, ha deciso l’esito di un processo per omicidio stradale a carico di un turista austriaco coinvolto nel sinistro, avvenuto due anni fa sulla statale 49. Al momento dell’incidente l’auto di cui il turista era alla guida era impegnata a svoltare a sinistra per immettersi in una strada laterale. La moto condotta da un centauro di 60 anni andò a schiantarsi in velocità contro la fiancata di destra dell’auto che non riuscì a completare la manovra. L’automobilista fu accusato di aver invaso la corsia opposta di marcia. In occasione del processo, però, è emerso che il tachimetro della moto rimase bloccato indicando la velocità di 140 chilometri all’ora. Il giudice ha dunque assolto l’automobilista che non avrebbe avuto il tempo, a seguito della velocità del centauro, di rendersi conto del sopraggiungere della moto

22 Settembre 2018


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