OMICIDIO DI BRESSANONE. GLI INDIZI A CARICO DEL CONVIVENTE DELLA VITTIMA SONO PESANTI

Sono considerati pesanti gli indizi di colpevolezza a carico del convivente di Marianne Obrist, la donna di 39 anni  assassinata il 22 agosto scorso nella sua abitazione nel quartiere di Millan a Bressanone. E’ quanto emerge dall’ordinanza con cui il giudice delle indagini preliminari Emilio Schoensberg ha accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla Procura della Repubblica. La posizione processuale  di Rabih Badr è dunque pesante. L’uomo, che per il momento si avvalso della facoltà di non rispondere, avrebbe dato l’allarme chiedendo l’intervento dei soccorritori con notevole ritardo. Nella ricostruzione dei tempi della tragedia vi sarebbe un buco di mezz’ora nel corso della quale il marocchino potrebbe aver ripulito l’appartamento della tragedia. La donna assassinata sarebbe stata infatti massacrata a colpi di mazza da baseball (sequestrata) e sarebbe  morta dissanguata a seguito della lesione dell’arteria femorale. Rabih Badr resta per ora in carcere. Da ieri è difeso da due avvocati. Martin Fill è stato affiancato da Amanda Cheneri.  L’avvocato Nicola Nettis, dopo un colloquio in carcere, ha invece rinunciato all’incarico difensivo.

29 Agosto 2017


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