Profughi in piazza a Trento per spiegare le ragioni della protesta messa in scena venerdì scorso in via Brennero tra momenti di tensione e cariche da parte della polizia. Un presidio si è formato in piazza Fiera, poi una trentina di persone, tra migranti e anarchici, si è spostata in via Verdi davanti alla facoltà di sociologia, qui i manifestanti hanno divulgato ai passanti un volantino. Se qualcuno di noi si ammala – si legge nel volantino – non c’è nessuna assistenza da parte degli operatori, l’attesa per una visita dal medico va dalle due alle tre settimane. I richiedenti asilo, che erano in strada, hanno protestato anche contro la decisione di espellere dal programma di ospitalità le nove persone individuate dopo la manifestazione di via Brennero. Sotto la lente anche i controlli notturni nei centri di accoglienza e la card da 75 euro, che viene fornita ogni quindici giorni con cui pagare cibo, vestiti e spese legali per eventuali ricorsi per le richieste d’asilo. Ma davvero è così difficile vivere nei centri di accoglienza? (nella foto la protesta scorsa in via Brennero)
Ascolta l’intervista a Silvio Fedrigotti dirigente generale del Dipartimento salute e solidarietà sociale della Provincia autonoma di Trento



