La Banca popolare dell’Alto Adige gode di ottima salute. La banca, che ha presentato il bilancio, presenta una forte solidità patrimoniale. La gestione operativa è passata da 98,4 milioni del 2018 ai 113,1 milioni dell’anno scorso, con un incremento del 15%. Ora ha di crescere anche al di fuori dell’Alto Adige. E’ quanto emerge dal bilancio d’esercizio del 2019. L’anno era cominciato in rosso ma è terminato con una ripresa che ha permesso alla Banca Popolare dell’Alto Adige/Volksbank di rialzare la testa. L’utile nel secondo semestre 2019 è stato di 17,2 milioni di euro a fronte di una perdita di 101,5 milioni registrata nel primo semestre. La banca ad oggi chiude l’esercizio con i principali indicatori in crescita, a conferma della sua capacità reddituale e del suo posizionamento come punto di riferimento del territorio a sostegno di famiglie e imprese. Ora Volksbank è pronta ad affrontare nuove sfide.[at]
BILANCIO 2019 POSITIVO PER LA BANCA POPOLARE

8 Febbraio 2020
CONDIVIDI
Primo Piano
TIFOSI DEL SUDTIROL AGGREDITI, DASPO E DIVIETI PER 5 ULTRAS DELLA JUVE STABIA
La Digos di Napoli e il Commissariato di Castellammare di Stabia, insieme con il Reparto Prevenzione Crimine Campania, ha notificato cinque misure cautelari emesse dal gip su richiesta della Procura di Torre Annunziata nei confronti di altrettanti indagati a cui si contesta una rapina aggravata, commessa in concorso con altri tre complici avvenuta a Castellammare … Continua a leggere
RISSA E SPARI A TRENTO, UN FERITO
Paura e feriti questa mattina a Trento tra piazza Fiera, Corso 3 novembre e via Endrici per una colluttazione in un gruppo di 4 persone all’interno di una tabaccheria di via S.Croce. Secondo alcuni testimoni sarebbero stati uditi dei colpi, sul posto diverse pattuglie delle forze dell’ordine e un’ambulanza per una persona che sarebbe rimasta … Continua a leggere
RIVA DEL GARDA, REVOCATA LA CITTADINANZA ONORARIA A MUSSOLINI
Niente più cittadinanza onoraria per Benito Mussolini, a Riva del Garda. Il consiglio comunale ha approvato ieri sera all’unanimità la delibera di revoca del provvedimento firmato il 24 maggio 1924 dall’allora commissario straordinario Giuseppe Farina. Diciannove consiglieri presenti in aula, 19 sì alla revoca, compresi i voti degli ex di FdI Aldrighetti e Santoni.