MISMATCH DOMANDA-OFFERTA, INDAGINE CONFINDUSTRIA TRENTO

Manzana lancia la proposta di "un osservatorio permanente"

IPSP - Industrial Problem Solving with Physics Organizzatori: Dipartimento di Fisica; Confindustria Università degli Studi di Trento Polo scientifico e tecnologico "Fabio Ferrari" (Povo 2) Via Sommarive, 9 - Trento 23 luglio 2015 Foto Giovanni Cavulli

Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro è un problema che accomuna tutti i settori e ad oggi è la maggiore tra le criticità segnalate dai titolari d’impresa e dalle persone in età lavorativa. In Trentino nel mese di agosto le entrate di difficile reperimento rappresentano il 51,9% sul totale.

A dirlo è un’indagine condotta da Confindustria Trento presso le imprese associate e presso gli studenti di alcune scuole superiori, dell’alta formazione professionale e dell’Università di Trento. Dalla ricerca – si legge in una nota – emerge anzitutto come il 67% degli studenti non si ritiene abbastanza informato sulle opportunità lavorative presenti in Trentino. Il mismatch più elevato è quello sull’Agenzia del Lavoro, usata dal 56% delle imprese contro il 10% degli universitari.

Il primo canale che usano gli studenti per conoscere le opportunità lavorative è quello dei progetti tra scuola-università e impresa (circa il 70%), mentre solo il 28% delle imprese li usa come modalità per presentarsi agli studenti. Le 150 imprese coinvolte nella ricerca hanno detto di aver bisogno di circa 1.000 nuove persone. Un numero elevato se si considera che secondo la stima di Excelsior-Unioncamere nel mese di agosto sono previste 4.000 entrate nell’intera provincia: si tratta infatti del 25% delle posizioni aperte sul territorio. Gli stipendi che le imprese sono disposte a pagare per un giovane – emerge ancora dall’indagine – sono maggiori rispetto alle aspettative studentesche.

Il 69% degli studenti universitari accetterebbe uno stipendio inferiore ai 24.000 euro lordi, mentre il 73% delle imprese offrirebbe un salario superiore a quella cifra. Il 47,1% degli studenti desidera restare a lavorare in Trentino nel prossimo futuro. Percentuale che scende al 33% se si considerano solo gli universitari. Durante la presentazione dell’indagine Fausto Manzana (Confindustria) ha lanciato la proposta di istituire “un osservatorio permanente, in grado di fornire informazioni sempre aggiornate, necessarie a porre in essere strategie in grado di aumentare l’attrattività del nostro sistema economico, e con esso del nostro territorio”.[Vs]

26 Agosto 2024


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