Il commissario del governo, prefetto Elisabetta Margiacchi, ha presieduto una riunione del Tavolo di Coordinamento sui flussi migratori non programmati. Presenti, oltre al questore Giuseppe Racca, il governatore Arno Kompatscher, l’assessora Martha Stocker con il direttore di ripartizione Luca Critelli, il sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi, accompagnato dal comandante la polizia municipale di Bolzano Sergio Ronchetti.
Con la prossima apertura dei centri di accoglienza di San Candido, Silandro, Lana, Renon, Bressanone, Laives, Ora, saranno disponibili 310 posti di accoglienza, contribuendo in tal modo ad alleggerire la città di Bolzano, che ospita al momento 745 richiedenti protezione internazionale in quota governativa, si legge in una nota. Le modalità gestionali dell’accoglienza, impostata anche pro futuro secondo parametri che privilegino nuclei corrispondenti ad una forbice dai 25 ai 60 posti, non denoti significative criticità. Più problematica la questione della segnalata presenza a Bolzano di cittadini stranieri extracomunitari non rientranti nelle quote ministeriali.
Il commissario del governo, in merito, ha condiviso con i presenti che “occorre responsabilmente veicolare una corretta informazione in ordine al fenomeno dei cittadini stranieri alla ricerca di rifugio e riparo a Bolzano, ulteriori rispetto ai richiedenti asilo aventi diritto di rientrare nell’assistenza statale e per i quali il commissariato del governo sta procedendo senza soluzione di continuità all’assorbimento nelle strutture governative. Bisogna infatti rammentare, per non ingenerare equivoci o false aspettative in coloro che ospitano e in coloro che ricevono ospitalità, la netta linea di confine tra i profili prettamente umani e caritatevoli impliciti nel concetto di accoglienza e il dovere delle Istituzioni di provvedere all’assistenza, inevitabilmente vincolata, anche logisticamente, a parametri che non possono comprendere, senza limiti, indistintamente e genericamente ogni autonomo arrivo, singolo o di gruppo, sul territorio”.
“Ci siamo trovati concordi sul fatto – così il presidente della Provincia – che nell’attuale situazione di forte mobilità territoriale sarebbe segnale non in linea con il rispetto delle leggi offrire soluzioni stabili per quanti non hanno un chiaro diritto all’accoglienza. Continuerà invece l’impegno umanitario della Provincia Autonoma di Bolzano con interventi di bassa soglia, in particolare presso le stazioni e nei confronti delle persone vulnerabili.”


