MIGRANTI IN TRENTINO. FUGATTI VUOLE TROVARE UN ACCORDO

“Da parte nostra c’è la volontà di trovare un accordo e gestire le problematiche relative all’accoglienza comunque nella direzione auspicata”. Queste le parole del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, al termine dell’incontro con i rappresentanti dell’Arcidiocesi di Trento e del Centro Astalli in merito alla possibilità di proseguire il progetto di accoglienza già in atto in strutture di proprietà di congregazioni religiose a Trento e Rovereto e sul territorio in affiancamento ai centri di prima accoglienza, garantendo comunque i requisiti richiesti dal decreto ministeriale. La Provincia sta lavorando di pari passo con le valutazioni tecniche e progettuali di Diocesi e Centro Astalli, con i quali “è stato trovato un punto di convergenza per permettere nei prossimi mesi il compimento graduale del percorso di accoglienza”, si legge in una nota della Provincia. Al tavolo hanno partecipato don Cristiano Bettega e Roberto Calzà, rispettivamente Delegato dell’Area Testimonianza e Impegno sociale e Referente per la pastorale missionaria e delle migrazioni della Diocesi di Trento, Stefano Graiff e Stefano Canestrini, rispettivamente presidente e coordinatore del Centro Astalli Trento. Assieme a queste valutazioni, sulle quali ci sarà un aggiornamento la prossima settimana, è stato accennato il tema della permanenza a Lavarone di alcune donne che hanno trovato già un lavoro in zona e per le quali il trasferimento non consentirebbe il prosieguo dell’occupazione. Il presidente – precisa la nota di Piazza Dante – ha confermato che la Provincia, in accordo con il comune di Lavarone, interverrà per consentire alle 7 donne occupate di non perdere il posto di lavoro, mantenendo i costi previsti, grazie al fatto che la Diocesi ha messo a disposizione la canonica di Lavarone Cappella gratuitamente per l’alloggio.

9 Marzo 2019


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