Gli accertamenti, coordinati dalla Procura di Imperia e sviluppati dalla Sezione Operativa Navale di Imperia, hanno permesso di verificare che il sito, nella disponibilità di una società monegasca e di una ditta italiana, ospitava circa 500 metri cubi di rifiuti speciali, tra cui materiali da demolizione, rottami ferrosi, oli esausti e altri scarti gestiti senza autorizzazioni.
mgg/mrv




