LA FIEG CHIEDE LA SOSPENSIONE DI TELEGRAM PER “PIRATERIA EDITORIALE”

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ROMA (ITALPRESS) – “Arginare il rischio del consolidamento di una pratica abitudinaria: quella di leggere gratuitamente i giornali diffusi illecitamente via chat”. E’ quanto chiede la Fieg che rilancia la necessita’ di un intervento forte dell’Agcom contro la pirateria editoriale, che “in un momento difficile dove tutto il mondo e’ colpito dal Covid-19 appare urgente e non piu’ procrastinabile”. Secondo un’analisi condotta dalla Federazione Italiana Editori Giornali, infatti, diminuiscono le copie dei quotidiani acquistate ogni giorno (-58% dal 2007 al 2019), ma il calo dei lettori e’ molto meno accentuato (-24%). Questo significa che diminuiscono gli acquirenti e aumentano i lettori di copie pirata o articoli di stampa illegalmente diffusi. Attualmente, il fenomeno che desta maggiori preoccupazioni e’ legato alla diffusione illecita di contenuti attraverso le piattaforme social e le piattaforme telefoniche o di messaggistica istantanea: su tutte spicca Telegram per la quale Fieg chiede una sospensione, anche solo temporanea, del servizio, anche al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravita’ di taluni comportamenti che integrano condotte illecite se non vere e proprie fattispecie di reato. Dal monitoraggio dei canali di Telegram dedicati alla distribuzione illecita delle copie digitali delle testate giornalistiche, Fieg ha rilevato nei primi mesi del 2020 un netto aumento della diffusione di questo fenomeno (il periodo di riferimento va dall’8 gennaio al 1° aprile 2020). Prendendo in considerazione il numero totale di iscritti nel mese di gennaio 2020, la media mensile degli stessi ha avuto un incremento percentuale del 7% nel mese di febbraio, del 20% nel mese di marzo e del 46 % nei primi giorni del mese di aprile. Per quanto riguarda l’incremento su base giornaliera del numero delle testate che sono state distribuite complessivamente sui canali monitorati, lo studio evidenzia che il mese di aprile ha registrato un aumento pari all’88.4% rispetto alla media del mese di gennaio, passando dalle 77 testate dell’8 gennaio alle 163 del 1° aprile. Si e’, quindi, allargata sia la base di distribuzione del servizio illecito, ossia il numero degli iscritti, sia la quantita’ di testate che vengono distribuite via Telegram. L’analisi condotta dagli uffici della Fieg offre anche una simulazione degli effetti di rimbalzo della copia pirata su piattaforme esterne a Telegram, sia relativamente al traffico dati sia sulla quantificazione del danno. La stima delle perdite subite dalle imprese editoriali e’ allarmante: in una ipotesi altamente conservativa, si parla di 670 mila euro al giorno, circa 250 milioni di euro all’anno.
(ITALPRESS).

14 Aprile 2020


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