Il presidente del Gruppo Itas, Giovanni Di Benedetto ha depositato ieri in Procura a Trento una memoria in cui viene precisata la propria versione sui fatti al centro dell’indagine riguardante l’ex direttore del Gruppo Ermanno Grassi, indagato per truffa, falso ed estorsione. Di Benedetto si dichiara “parte lesa, riservandosi di formulare al momento opportuno le richieste risarcitorie del caso”. “Itas – si legge in una nota – confida nel lavoro della magistratura che sta indagando in modo puntuale e approfondito. Da parte sua, la Società è certa che i fatti non mettano in discussione la solidità ed i valori fondanti di Itas Mutua e garantisce che le indagini in corso non hanno né avranno ripercussioni di alcun tipo sulle polizze stipulate dai suoi assicurati, poiché i fondi, oggetto dell’indagine, sono totalmente slegati dalla gestione delle polizze assicurative”. “La Società – prosegue la nota – dichiara che il presidente non è mai stato oggetto di ricatto o estorsione. Il presidente ha appreso delle attività di ‘spionaggio’ messe in atto dal Ermanno Grassi solo leggendo l’ordinanza del Gip di Trento dell’ aprile scorso e ha attivato immediatamente una serie di controlli a tutela della società, dei soci e degli assicurati”
INCHIESTA ITAS. IL PRESIDENTE DI BENEDETTO DEPOSITA UNA MEMORIA DIFENSIVA IN PROCURA

20 Aprile 2017
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