Ieri in commissione dei sei è naufragato l’accodo politico sulla norma di attuazione sulla toponomastica in Alto Adige. Anche sulla base delle prese di posizione recenti di giuristi ed ex presidenti della Corte Costituzionale, Roberto Bizzo ha avanzato nuove garanzie sui nomi italiani. In sostanza Bizzo ha chiesto che venisse riportato nella norma quanto in un primo tempo era stato previsto solo nella relazione accompagnatoria e cioè che tutta la toponomastica avrebbe dovuto essere considerata in partenza bilingue nel lavoro della speciale commissione paritetica a cui avrebbe dovuto essere demandata la verifica sull’uso effettivo dei toponimi. La richiesta di maggiore garanzia avanzata da Bizzo ha provocato una reazione durissima della Volkspartei che ha fatto saltare il banco. Duro il giudizio del presidente della commissione Francesco Palermo che ha parlato di grave errore e di probabili effetti devastanti , nonostante lo statuto parli chiaro prevedendo l’obbligo della bilinguità. La conclusione a sorpresa dei lavori della commissione dei sei è stata salutata in molti ambienti italiani in termini positivi. Solo il Pd è molto critico. Esulta invece Alessandro Urzì di Alto Adige nel Cuore
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