GLI IMPIANTI SEQUESTRATI IN PANAROTTA. LA DENUNCIA DI UN EX DIPENDENTE: IGNORATE LE CARENZE IN MATERIA DI SICUREZZA

Per troppo tempo i responsabili delle piste da sci sulla Panarotta hanno ignorato i richiami delle autorità di controllo provinciali sulla necessità di intervenire e migliorare il livello di sicurezza delle piste. Lo ha dichiarato in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano l’Adige l’ex capo impianti della Panarotta, Marco Margoni. Alcune settimane prima dell’incidente costato la vita al poliziotto Bruno Paoli, l’ex capo impianti chiese anche un incontro direttamente all’assessore Michele Dallapiccola che però non trovò mai il tempo di incontrarlo di persona. Alla fine proprio a seguito delle indagini per l’ultimo incidente mortale, la Procura della Repubblica ha ritenuto necessario sequestrare le piste e bloccare l’attività proprio per evitare possibili altre vittime. Ora la società di gestione (che nel novembre 2016 ottenne 600 mila euro di contributi dalla Provincia) ha annunciato interventi in tempi record e l’avvocato Monica Baggia, subito dopo la conclusione dei lavori, chiederà il dissequestro.

Ascoltiamo l’avvocato Monica Baggia:

13 Febbraio 2018


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